Rabu, 30 April 2014

Quell’incontro!!



Era giovedì 20 febbraio 2014. Noi, gli studenti Saveriani e i formatori, ci ritrovammo alla casa delle sorelle Saveriane-Missionarie di Maria in Via Sidoli 70, Parma. Ci rimanevamo lì dal mattino fino alla sera. Ci andammo a verificare la nostra vita pastorale in questi ultimi 5 mesi. Nell’incontro ognuno da noi raccontava ciò che faceva in parrocchia o in altri luoghi: con chi lavorava, quali erano gli aspetti positivi e anche gli ostacoli, con quale spirito lo faceva. È stata una giornata impegnativa ma alla fine sono contento di aver raccontato ciò che facevo io e di aver ascoltato ciò che gli altri facevano. È stato un momento di arricchimento.

Personalmente avevo bisogno di un po’ di tempo per riflettere su queste questioni: con quale spirito facevo il mio apostolato? Perché andavo a fare catechismo? Chi mi spingeva a prendere questo impegno? Riflettendo su queste domande mi resi conto che il motivo spirituale veniva accompagnato da altri motivi. Qualche volta andavo al catechismo e alla Bulla senza essere consapevole del vero perché. Ci andavo solo perché mi avevano mandato? Era solo un compito che dovevo fare? A volte ci andavo anche a divertirmi. Quindi c’era il rischio dell’automatismo-attivismo.

In quel giorno in cui dovevo sapere o conoscere il motivo chiaro del mio impegno pastorale, mi sono accorto che il motivo spirituale era ed è la ragione prima. Dio che io conosco, lo trasmetto, lo testimonio e lo condivido agli altri. Dio mediante la comunità mi manda a testimoniarlo alla gente con cui lavoro. Quando ho preso quell’impegno, questo è il momento giusto per mettere in pratica essendo io un cristiano. In questa ottica/prospettiva non mi sento il protagonista ma lo strumento, trasmettendo e testimoniando l’amore vissuto con Dio.

Il punto di partenza è (prima di tutto) incontrare e conoscere Dio. Quindi la fonte della missione, o del mio apostolato, è conoscere Colui che mi ama incondizionatamente e avere un esperienza di Lui che è amabile e misericordioso. Come lo conosco questo Dio?

Lo posso conoscere prima di tutto attraverso la sua parola. Vedendo il modo di vivere e di agire di Gesù, la parola di Dio fatta carne, vedo Dio misericordioso che ha mandato Gesù in mezzo a noi perché lo conoscessimo e avessimo la vita piena in Lui.

Questo Gesù viene descritto e testimoniato degli evangelisti lo avevano conosciuto: dai suoi
discepoli e dalla prima comunità cristiana. Quindi io oggi, che vivo nel 2014, posso conoscere Dio di Gesù meditando e ascoltando il suo messaggio che ci è stato trasmesso nei quatro vangeli. La via adatta per sapere quale è la volontà di Dio è la via della lectio divina: cioè non solo leggo la sua parola ma anche mi lascio trasformare da Lui. Cioè mi lascio guidare e riempire da Lui e ovviamente con l’aiuto dello Spirito Santo. “A questo incontro con la Parola bisogna andare con tutto se stessi: disposti a porre e a lasciarsi porre molte domande…Poi si tratta di una Parola da portare con sé, ruminandola, conservandola, anche quando non la si è capita completamente. Occorre starci a lungo insieme. È così che faceva Maria e in questo modo la Parola è diventata sua carne, o per meglio dire, Lei ha dato carne alla Parola, (P. F.Marini, nel Cordialmente vostro, 147).” In questa modo mi sento tanto coinvolto a entrare nel suo modo di vivere.

Partecipando all’eucaristia, posso conoscere Dio di Gesù profondamente. Tutta la vita terrena di Gesù è una vita donata agli altri. Questo donarsi lo compie pienamente nella pasqua soprattutto nella sua morte offrendo se stesso per noi, per la nostra salvezza. Questo è l’amore gratuito di Colui che offre la sua preziosa vita perché possiamo vivere come figli Dio. Questo è il dono di Colui che sa amare. Così Gesù ci fa vedere / ci rivela Dio che è amore. L’eucaristia rivela proprio questo volto di Dio. Partecipando l’eucaristia vuol dire venire a incontrare questo Dio misericordioso. Quindi l’eucaristia è un incontro gioioso e meraviglioso e anche una missione perché mi viene mandato a testimoniare questo amore gratuito di Dio.

Dunque nella lectio divina, cioè nell’approfondire la parola di Dio, e nell’eucaristia posso conoscere il Dio di Gesù Cristo. Ambedue sono momenti significativi in cui Dio mi viene incontro Lui stesso. Il nucleo della missione è proprio il desiderio di incontrare questo Dio misericordioso per conoscerlo e testimoniarlo dovunque io vada.

In questa ottica posso valutare le mie attività pastorali. Sono le conseguenze di quell’incontro. Quindi andare al catechismo è portare e condividere ai ragazzi la mia esperienza con Dio: vuol dire andare a testimoniare e condividere il mio incontro con Dio. Non è solo questo, ma è anche andare a ricevere o ascoltare Dio che vive e parla nella vita delle persone che incontro. Esse non sono le “tabula rasa” come se non avessero niente da condividere: credo che Dio già viva e abiti in loro. Il mio compito è incontrare quel Dio che c’è in loro: significa andare anche ad imparare da questi ragazzi come vivere cristianamente. A questo punto c’è l’apertura da parte mia ad accogliere la loro testimonianza.

Quindi la mia missione è incontrare, conoscere e sentire l’amore di Dio che io ritrovo nelle persone con le quali condivido l’esperienza della missione e lo vivo e condivido agli altri. “La missione dunque, è annuncio di ciò che abbiamo visto e toccato o, come ci ripetono i testi del tempo pasquale, dell’incontro amoroso col Risorto. Dal ‘chi è Cristo per noi’ dipende che cosa siamo noi per gli altri, (P. F. Marini, nel Cordialmente vostro, 156).

                                                                                                                                                                       Parma, 30 Aprile 2014
                                                                                                                                                                                                                                             Yanto 



Minggu, 20 April 2014

SAYA BELUM MERAYAKAN PASKAH KRISTUS

Sudah dua tahun saya tidak pernah mendengar lagi sebuah frase yang paling saya sukai saat mengikuti jalan salib selama masa prapaskah. Bunyi frase itu kurang lebih ini, “Biji gandum jika tidak jatuh ke dalam tanah dan mati dia tetap sendirian saja dan tidak menghasilkan buah. Tetapi jika ia mati, ia akan menghasilkan buah yang banyak.” Saya yakin penulis frase ini pernah mempunyai kebun atau paling tidak  memahami dinamika pertanian. Kebiasaanku ketika sampai pada frase ini saya pasti mendengarnya dengan baik kemudian saya mencoba memikirkan maknanya sampai beberapa kali harus kehilangan konsentrasi mengikuti perhentian-perhentian berikutnya.

Saya suka mendengar frase ini karena hal itu mengingatkanku akan apa yang pernah kubuat di kebunku di Laja, lahan paling ujung dari kampung Dasak, Wae Sano, Manggarai Barat, Flores, NTT, Indonesia. Saat musim tanam tiba, saya dan ayahku juga orang-orang di kampungku yang umumnya petani, kami menanam padi (yang memang beda dari gandum) di kebun. Biasanya dalam sebuah lubang kecil kami menaruh beberapa biji padi. Beberapa hari kemudian akan muncul dari dalam tanah beberapa tunas kecil yang kemudian bertumbuh dan berkembang menjadi batang padi sampai akhirnya menghasilkan lagi biji padi. Prosesnya adalah biji padi itu harus masuk ke tanah, mati sehingga dari padanya muncullah, tumbuhlah tunas baru, kehidupan baru dan akhirnya menghasilkan buah padi. Buah padi ini dikonsumsi oleh petani untuk dapat (bertahan) hidup. Jadi biji padi atau gamdum mati untuk menghasilkan biji padi atau gandum lagi. Tanpa harus menjadi petani, dinamika ini dapat dipahami dan itu memang benar.
**************
Frase ini, “Biji gandum jika tidak jatuh ke dalam tanah dan mati dia tetap sendirian saja dan tidak menghasilkan buah. Tetapi jika ia mati, ia akan menghasilkan buah yang banyak,” sangat tepat digunakan atau diperdengarkan pada masa prapaskah-paskah karena dapat membantu pendengar berefleksi sehingga dapat masuk ke dalam misteri iman yang sedang dihidupi. Saya sangat terbantu untuk mendalami misteri sengsara Yesus. Saya suka mendengarnya karena dapat membantuku memaknai misteri salib, kematian dan kebangkitan Kristus.

Kematian Yesus bukanlah the end dari sejarah hidup-Nya, bukanlah kebinasaan. Kematian-Nya menunjukkan solidaritas-Nya terhadap manusia. Bagi orang yang percaya, bagi saya yang percaya pada-Nya, kematian bukanlah akhir dari hidupku, hidup manusia. Dalam kematian-Nya, Yesus menunjukkan bahwa Ia turut hadir dan mengambil bagian dalam pengalaman riil manusia, dalam pengalaman kematian manusia. Yesus mati, dikuburkan dan berada di liang kubur selama tiga hari. Yesus menemani manusia sampai ke liang kubur dan kemudian bersama Dia, dalam kebangkitan-Nya, manusia dibawa ke dalam hidup baru, dibangkitkan bersama-Nya oleh Allah Bapa. Partisipasi Yesus dalam kematian manusia bisa kubaca juga dalam perumpamaan tentang domba yang hilang. Yesus, Sang Gembala, mencari domba itu sampai menemukannya dan ketika ditemukan, domba itu diletakkan pada bahu-Nya dan dibawanya pulang. Yesus datang mencari kita sampai ke liang kubur untuk menyatakan, “Anakku, sahabatku, engkau tidak sendirian di sini. Saya datang mencari dan mengantarmu pulang. Tempatmu dan tempat kita tidak di sini—dalam liang kubur ini—tapi tempat kita adalah di pangkuan Bapa, hidup bahagia bersama-Nya.” Di hadapan hal ini saya tidak bisa tidak bersukacita.

Dari peristiwa iman ini, saya meyakini bahwa Allah Kristiani adalah Allah yang hidup. Pilatus atas desakan pemuka agama Yahudi telah membunuh Yesus, tapi Allah membangkitkan-Nya, menghidupkan-Nya karena Tuhan lebih kuat dari kematian, karena cinta lebih besar dari kematian. Cinta Allah adalah menghidupkan. Allah tidak menghendaki kematian melainkan kehidupan. Ketika saya mendalami perintah kasih Yesus, orientasi dari ajaran dan hidup kasih-Nya tertuju pada kehidupan bukan kematian. Mengasihi musuh berarti mengharapkan atau membiarkannya tetap hidup. Hal ini kurang lebih sama seperti pengalaman cinta manusiawi yang kualami yang selalu berorientasi pada hidup. Ketika saya mengasihi seseorang, saya menginginkan agar dia hidup, sehat, baik dan sukses dalam usahanya. Ketika orang yang kukasihi telah meninggal tidak berarti cintaku berakhir. Buktinya saya masih mendoakannya agar dia mempunyai hidup kekal bersama Allah yang menciptanya. Meskipun dia telah tiada saya masih mengingat senyumnya, masih ingat perbuatan-perbuatan baiknya, nasihatnya, kisahnya, masih terpatri dalam diriku pengalaman bersamanya. Ketika saya masih mengingatnya demikian berarti dia masih hidup meskipun caraku berelasi dengannya sudah tidak seperti dulu saat dia hidup secara fisik. Jika cinta manusiawi kita punya makna yang dalam dan kekal, bisa dibayangkan dan dimengerti cinta Tuhan agar kita hidup senantiasa.

Pada titik ini saya dengan sukacita yakin bahwa Allah memang hebat. Meskipun manusia menolak-Nya, Ia tetap setia, Ia tetap mencintai kita. Bukti penolakan manusia terhadap-Nya dapat dilihat dalam Putera-Nya yang tersalib. Di sisi lain, radikalitas cinta-Nya kepadaku, kepada manusia yang menolak-Nya terungkap pula dalam diri Dia yang tersalib. Dalam diri Kristus yang tersalib tersingkap Allah yang mencintai manusia sekaligus tersingkap manusia yang menolak-Nya.
Akan tetapi melalui kebangkitan-Nya, saya percaya bahwa Allah lebih kuat dari kematian dan penolakan manusia. Kasih lebih kuat dan lebih besar dari kematian. Kasih-Nya lebih kuat atas penolakanku, kasih menang atas kejahatan. Terang menang atas gelap. Dalam diri Kristus yang bangkit (Mat 28,6) tersingkap Allah yang hidup yang menginginkan kehidupan kekal bagi Putera-Nya dan seluruh manusia.

Bacaan injil malam paskah tahun ini penginjil Matius mengisahkan, “…Janganlah kamu takut sebab aku tahu kamu mencari Yesus yang disalibkan itu. Ia tidak ada di sini, sebab ia telah bangkit, sama seperti yang telah dikatakan-Nya. Mari, lihatlah tempat Ia berbaring. Dan segeralah pergi dan katakanlah kepada para murid-Nya bahwa Ia telah bangkit dari antara orang mati. Ia mendahului kamu ke Galilea; di sana kamu akan melihat Dia, (Mat 28,5-7).” Penginjil Matius mengatakan bahwa Yesus yang disalibkan telah bangkit dari antara orang mati. Dalam injil Lukas kita dapat membaca afermasi ini dalam bantuk pertanyaan, “Mengapa kamu mencari Dia yang hidup, di antara orang mati? (Luk 24,5b).” Yesus hidup dari antara orang mati. Kebangkitan Kristus berarti bahwa Dia hidup dari antara orang mati. Bagaimana saya dapat menjumpai dan mengalami Yesus yang bangkit, Yesus yang hidup dari antara orang mati?

Menarik menelusuri keterang penginjil Matius saat mengatakan, “Ia mendahului kamu ke Galilea: di sana kamu akan melihat Dia (Mat 28,7b).” Apa yang terjadi di Galilea? Yesus berkeliling untuk memeberitakan kehadiran Kerajaan Surga dalam diri-Nya, “Bertobatlah, sebab Kerajaan Surga sudah dekat (Mat 4,17).” Di Galilea Ia memanggil, membentuk dan mengutus rasul-rasul-Nya untuk hidup dalam logika Kerajaan Surga yang Dia beritakan dan kemudian pergi mewartakannya. Ketika saya berusaha membentuk keluarga dan komunitasku sebagai komunitas kasih di mana pusatnya adalah Kristus maka di situ saya menemukan Kristus yang bangkit, yang hidup. Di Galilea Yesus mengajarkan ucapan bahagia atau sering disebut sebagai Kotbah di Bukit di mana menurut Yesus orang yang berbahagia adalah orang miskin di hadapan Allah; yang lapar dan haus akan kebenaran; yang suci dan murni hatinya; yang dianiaya oleh sebab kebenaran karena merekalah empunya Kerajaan Surga. Yesus yang bangkit dapat kujumpai dan kualami ketika saya menjumpai orang yang murah hati dan tulus hidupnya, ketika menjumpai orang yang hidup benar sekecil atau sebesar apapun perbuatannya. Dalam hidupku sendiri ketika saya hidup benar, tulus, murah hati berarti Dia yang bangkit telah tinggal dalam diriku. Di Galilea Yesus mengajarkan doa, menyembuhkan orang sakit, juga mengajarkan untuk memberi pipi kiri kepada orang yang telah menampar pipi kanan. Yesus yang sama di Galilea mengajarkan supaya saya mengasihi musuhku, mendoakan mereka yang menganiayaiku dan berbuatlah baik kepada orang yang telah berbuat jahat. Mendoakan musuh dan orang yang berbuat jahat padaku adalah tanda umat Allah yang telah mengalami Kristus yang bangkit dan ikut bangkit bersama-Nya. Jika saya belum pernah melakukan ini, hal-hal yang dihidupi Yesus di Galilea, maka saya belum merayakan Paskah Kristus. Jika itu terjadi maka saya belum mengenal Allah yang tersingkap dalam diri Yesus.

Selamat Paskah

Parma, 20 April 2014
Yanto

Jumat, 18 April 2014

TUHAN, ENGKAU HEBAT!


Judul di atas adalah motto tahbisan imam dari om-ku, P. Bone, SVD. Beliau mengutip sebuah ayat dari kitab Mazmur tapi sayangnya saya telah lupa bab dan ayatnya yang pasti. Pertama kali saya membaca frase itu adalah 15 tahun lalu. Saat itu saya tidak mengerti apa maksud frase itu karena di tahun-tahun itu saya hampir tidak pernah membaca Kitab Suci. Kesempatan untuk mendengar bacaan-bacaan KS adalah hari minggu saat di gereja tapi saya jarang sekali pergi ke misa karena harus menempuh kurang lebih satu jam perjalanan jauhnya. Jujur saja saya malas ke gereja karena alasan di atas tetapi juga karena ada pilihan lain yang lebih menarik yang sering kulakukan pada hari Minggu yaitu pergi mencari dan menangkap ikan dan belut di beberapa kali yang berada di sekitar kampungku. Saya lebih suka pergi menangkap ikan dan belut karena sudah pasti akan ada hasil yang bisa saya bawa pulang ke rumah sementara kalau pergi ke gereja untuk mengikuti misa saya tidak memperoleh apa-apa. Saya lebih mampu mengingat jalan-jalan setapak yang harus kami tempuh saat pergi ke kali daripada mengingat nama-nama penginjil, nama-nama para rasul apalagi mengingat kisah-kisah penting dalam hidup Yesus dalam injil-Nya. Ketika mengingat kembali pengalaman-pengalaman ini saya tentu saja heran dan bahkan membuatku tertawa sendiri, tapi itulah sejarah hidupku. “Aneh memang, tapi itu nyata.”
*********
Tuhan, Engkau Hebat, kini merupakan ungkapan hatiku yang terdalam. Masa prapaskah tahun ini mengantarku pada pengakuan dan kesimpulan ini. Saya tidak bisa tidak mengatakan ini. Saya tidak bisa mengelak lagi memuji-Nya demikian. Keadaanku sama seperti keadaan hati seorang yang sangat terpesona dengan berkat, hadiah, hal terindah dalam hidupnya. Di hadapan situasi yang mempesonakan pasti seorang terkagum. Untuk sampai pada keterpesonaan, kekaguman bahwa “Tuhan, Engkau HEbat” saya berangkat dari dari kisah-kisah injil dalam pekan suci ini.

Dalam bacaan injil hari Minggu Palma saya mendengar kisah Yesus saat masuk kota Yerusalem. Banyak orang mengelu-elukan-Nya karena mereka berharap Dia dapat menjadi raja yang dapat membebaskan Israel dari belenggu kaum Romawi. Beberapa hari kemudian orang banyak yang sama/serupa meneriakkan, “Salibkan Dia! Salibkan Dia!” di hadapan Pilatus atas desakan para pemuka agama Yahudi (baca, SUKA YANG BERDUKA, dlm http://fsupandri.blogspot.it/2014/04/suka-yang-berduka.html). Kisah masuknya Yesus ke Yerusalem merupakan awal kisah sengsara-Nya. Yesus ditinggalkan sendirian baik para rasul yang dipilih-Nya sendiri, para pemuka agama yang merasa terancam dengan kehadiran-Nya juga oleh orang banyak sampai Pilatus dengan menjatuhkan hukuman mati terhadap-Nya.

Kesedihan-Nya berawal setelah perjamuan malam terakhir di mana Yesus membasuh kaki para rasul dan menetapkan ekaristi. Setelah perjamuan malam, Yudas Iskariot meninggalkan ruang perjamuan. Yudas Iskariot pergi menemui imam-imam kepala yang telah dia temui sebelumnya dengan janji 30 perak akan diterimanya ketika Yudas memberitahu di mana keberadaan Yesus. Yudas Iskariot kemudian membimbing massa dan segerombolan pasukan atas perintah para imam dan tua-tua agama Yahudi untuk menangkap Yesus. “Orang yang kucium, itulah Dia, tangkaplah Dia,” (Mat 26,48) kata Yudas kepada serdadu di Taman Getsemani. Yudas Iskariot, yang telah menjadi bagian dari kelompok para rasul yang dibentuk oleh Yesus sendiri, hidup bersama-Nya dan telah mendengar segala ajaran kasih-Nya, kini mengkhianati-Nya. Yudas Iskariot, bukan hanya meninggalkan Yesus dan kesebelas rasul lain dan melepaskan diri dari-Nya melainkan menyerahkan-Nya kepada orang-orang yang telah menginginkan kematian-Nya. Yudas mengaplikasikan kebaikan kasih Yesus dengan mengkhianati-Nya, dengan menyerahkan Yesus kepada orang-orang yang merasa diri mereka musuh dari Yesus.

Sebelum Yesus ditangkap di Getsemani, Yesus telah berada di sana bersama Simon Petrus, Yohanes dan Yakobus. Yesus meminta mereka untuk menemani-Nya menghadapi penderitaan yang ada di depan mata. Akan tetapi mereka malah tertidur di saat Yesus bergulat. Ketiga murid ini tidak memahami apa yang dihadapi Yesus. Yesus ditinggalkan sendirian berpuncak ketika serdadu yang dituntun Yudas Iskariot atas perintah para imam kepala menangkap-Nya. Melihat Yesus telah berada di tangan massa dan serdadu, para murid melarikan diri: “Lalu semua murid-murid itu meninggalkan Dia dan melarikan diri,” (Mat 26,56: Mrk 14,50).

Ketika Yesus dibawa oleh massa ke Mahkamah Agama, Petrus mengikuti meskipun secara sembunyi-sembunyi. Motivasi Petrus mengikuti Yesus dari jauh bukan untuk membela Yesus tetapi dia penasaran akan apa yang terjadi pada Yesus. Ketika massa dan Yesus tiba di halaman imam besar, Petrus turut masuk. Saat itu seorang wanita datang menanyainya apakah Petrus kenal dan menjadi murid Yesus. Dengan lantang Petrus menjawabnnya, “Saya tidak kenal orang itu (Yesus).”  Petrus yang selalu berada di samping Yesus dan yang menjadi juru bicara untuk para rasul lain, kini menyangkal Yesus bahkan sampai tiga kali. Tentu saja rasa takut terhadap orang banyak menghantui Petrus sehingga dia menyangkal Yesus yang telah di akui sebagai Mesias dari Allah ketika menjawab pertanyaan Yesus sebelumnya, “Menurut kamu, siapakah saya?” (Mat 16,16). Petrus persis menyangkal Yesus di hadapan orang banyak dan itu berararti sebuah pukulan yang besar dan menyakitkan terhadap Yesus yang telah memilih dan menjadikan rasul-Nya. Menyangkali seseorang di hadapan orang banyak merupakan suatu pengalaman pahit, menyakitkan, dan memalukan. Apakah perasaan Yesus ketika mendengar penyangkalan Petrus? Apakah Yesus menyesal telah memilih Petrus?

Setelah dikhianati, ditinggalkan sendirian dan disangkal oleh rasul-rasul yang telah mengenal-Nya dan telah hidup bersama-Nya, Yesus kemudian disingkirkan dan dihukum mati oleh orang yang merasa terancam dengan kehadiran-Nya. Sebut saja tuduhan-tuduhan palsu yang disampaikan atau diteriakkan oleh massa yang telah diatur, telah di-stir oleh imam kepala dan pemuka agama Yahudi. Maksud tuduhan palsu itu tentu untuk menyudutkan dan menyingkirkan Yesus karena mereka takut kehilangan pengaruh dan wibawa religius di kalangan umat mereka. Pilatus, terbawa oleh tekanan dan desakan para pemuka agama Yahudi, akhirnya menjatuhkan hukuman mati terhadap Yesus. Ketika Yesus disalib pun cercaan dan sindiran terus terdengar, “JIka engkau Anak Allah, turunlah dari salib, selamatkanlah dirimu sekarang dan kami akan percaya kepadamu,” teriak atau sindiran orang banyak.


Apakah Yesus memang sendirian? Apakah Yesus diam dan tidak berbuat apa-apa?

************
Pusat atau tokoh utama dalam kisah ini adalah Yesus, Putera Allah. Meskipun Dia dikhianati, ditinggalkan, disangkal dan dihukum mati itu tidak berarti Dia pasif. Sebaliknya, Dia aktif, Dia adalah tokoh protagonis karena dalam sikap-Nya itu terungkap cinta-Nya yang tulus.

Pada titik ini saya mengingat Yesus ketika berkata, “Tidak ada kasih yang lebih besar daripada kasih seorang sahabat yang memberikan nyawanya untuk sahabat-sahabatnya, (Yoh 15,13).” Yesus dalam ucapan bahagia berkata, “Tetapi kepada kamu, yang mendengarkan Aku, Aku berkata: Kasihilah musuhmu  , berbuatlah baik kepada orang yang membenci kamu; mintalah berkat bagi orang yang mengutuk kamu; berdoalah bagi orang yang mencaci kamu. Barangsiapa menampar pipimu yang satu, berikanlah juga kepadanya pipimu yang lain, dan barangsiapa yang mengambil jubahmu, biarkan juga ia mengambil bajumu .Berilah kepada setiap orang yang meminta kepadamu; dan janganlah meminta kembali  kepada orang yang mengambil kepunyaanmu. Dan sebagaimana kamu kehendaki supaya orang perbuat kepadamu, perbuatlah juga demikian kepada mereka. Dan jikalau kamu mengasihi orang yang mengasihi kamu, apakah jasamu? Karena orang-orang berdosapun mengasihi juga orang-orang yang mengasihi mereka. Sebab jikalau kamu berbuat baik kepada orang yang berbuat baik kepada kamu, apakah jasamu? Orang-orang berdosapun berbuat demikian. Dan jikalau kamu meminjamkan sesuatu kepada orang, karena kamu berharap akan menerima sesuatu dari padanya, apakah jasamu? Orang-orang berdosapun meminjamkan kepada orang-orang berdosa, supaya mereka menerima kembali sama banyak. Tetapi kamu, kasihilah musuhmu dan berbuatlah baik kepada mereka  dan pinjamkan dengan tidak mengharapkan balasan, maka upahmu akan besar dan kamu akan menjadi anak-anak i  Allah Yang Mahatinggi,  sebab Ia baik terhadap orang-orang yang tidak tahu berterima kasih dan terhadap orang-orang jahat.  Hendaklah kamu murah hati,   sama seperti Bapamu   adalah murah hati. (Luk 6,27-36: Mat 5,38-48).” Yesus berbuat baik terhadap orang-orang berbuat jahat terhadap-Nya.

Yang terjadi dalam seluruh hidup Yesus kemudian mencapai puncaknya dalam kisah sengsara dan wafat-Nya di salib merupakan perwujudan nyata, riil, dan kongkret dari semua kalimat yang terucap dari mulut-Nya. Kisah sengsara Yesus adalah kisah Kasih Allah kepadaku, kepada manusia seluruhnya. Yesus tentu saja tidak menyukai sengsara atau penderitaan. Tetapi Ia suka mencintai karena tidak mungkin Dia tidak mencintai. Besar, luas, panjang dan dalamnya kasih Yesus kepadaku dan manusia pada umumnya terungkap dalam salib-Nya. Ia tetap mencintaiku walaupun taruhannya adalah wafat di salib. Ia menerima salib-Nya kalau memang melalui salib itu terwujudulah dan tersingkaplah kasih-Nya. Kasih merupakan alasanya Dia menderita di salib. Oleh karena itu salib bukanlah simbol kegagalan apalagi simbol hukuman bagi orang jahat. Sebaliknya, dalam diri Dia yang tersalib saya menemukan dan mengenal Allah yang membalas kejahatan, dosa, pengkhianatanku dengan kasih. Dalam salib Yesus tidak diam melainkan dia menjawab semua tuduhan dengan kasih. Diam-Nya bukan diam bisu melainkan diam seorang manusia yang mengenal Allah dan yang tahun mengasihi.

Justru berangkat dari keyakinan ini dengan sukacita saya berseru lagi “Tuhan, Memang Engkau Hebat”. Seruan ini muncul dari imanku bahwa Yesus adalah Allah yang menjadi manusia, yang hidup dalam sejarah kongkret manusiawi kecuali dosa. Dalam hidup-Nya, ajaran dan tindakan-tindakan-Nya, Yesus menyingkapkan Allah adalah Kasih (1 Yoh 8, 8). Yesus mengerjakan dan melakukan apa yang dilakukan Bapa.  Yesus menjawab mereka, kata-Nya: "Aku berkata kepadamu, sesungguhnya Anaktidak dapat mengerjakan sesuatu dari diri-Nya sendiri,   jikalau tidak Ia melihat Bapamengerjakannya; sebab apa yang dikerjakan Bapa, itu juga yang dikerjakan Anak. (Yoh 5,19)” Allah tidak bisa tidak mengasihiku, mengasihi manusia karena hakikat-Nya adalah kasih. Pekerjaan kasih adalah mengasihi, tidak ada yang lain, apapun dan berapapun harganya. Justru Allah inilah yang ditunjukkan Yesus dalam seluruh hidup-Nya yang berpuncak pada salib. Dalam diri Kristus yang tersalib saya menemukan dan mengenal Allah sebagai  Kasih. Allah membalas kejahatanku dengan mengampuni, “Bapa, ampunilah mereka sebab mereka tidak tahu apa yang mereka perbuat, (Luk 23, 34).” Dia menghukumku dengan mengasihiku. Atas dasar itu saya tidak bisa mengelak untuk memuji-Nya, “Tuhan, Engkau Hebat.”

Selamat Menikmati Tri Hari Suci,
Parma, 18 April 2014
Yanto


Sabtu, 12 April 2014

SUKA YANG BERDUKA

Dalam perarakan minggu palma kita sering menyanyikan  syair lagu ini : Hosanna Putra Daud, terpujilah yang datang dalam nama Tuhan, Raja Israel! Hosanna sembah sujud. Lagu ini dinyanyikan untuk menyambut Yesus ketika memasuki Yerusalem. Lagu itu mengisahkan kegembiraan hati, sukacita juga harapan kepada seorang raja yang masuk ke kerajaan tempat ia bertahta. Mereka berharap bahwa sang raja dapat membebaskan mereka dari segala belenggu eksternal yang memenjarakan mereka sekaligus berharap agar sang raja dapat mensejahterakan hidup mereka.

Di jaman Yesus, orang Yahudi berada di bawah tekanan politik orang Romawi. Pilatus adalah pejabat Roma yang ditugaskan untuk mewakili kaisar roma di daerah Palestina dan sekitarnya. Banyak segi dari kehidupan masyarakat yang diatur berdasarkan hukum romawi sehingga masyarakat mau tidak mau harus taat. Tidak hanya dari pihak Roma, orang Yahudi sendiri menguasai sesama mereka. Para pemuka agama Yahudi misalnya menjalankan perintah hukum Taurat secara tidak proporisional. Mereka mewajibkan umat untuk taat tetapi mereka sendiri berbuat semau mereka saja. Mereka membebankan umat untuk menjalan perintah yang mereka tafsirkan dari Hukum Taurat sementara mereka sendiri tidak melakukannya.

Dalam konteks seperti ini umat pada umumnya, yang merasa menjadi korban dari sistem pemerintahan dan religius yang diskriminatif, merindukan seorang raja yang dapat membebaskan mereka. Mereka tentu telah mendengar kisah Yesus yang telah membuat banyak mukjizat di kota-kota di luar Yerusalem. Ketika Yesus masuk ke Yerusalem menyambut-Nya dengan riang gembira dan penuh suka cita karena berharap bahwa Yesus dapat membawa perubahan, dapat membantu mereka untuk hidup bebas di tahah air mereka tanpa dikuasai lagi oleh orang Romawi. Singkatnya rakyat mengharapkan agar Yesus dapat menjadi raja politis yaitu raja yang dapat mengusir orang Romawai dari wilayah mereka. Berlatarbelakang pikiran dan kerinduan ini, mereka menyambut dengan sangat meriah dan sukacita Yesus yang masuk kota Yerusalam sambil bernyanyi, “Hosana.”

Namun beberapa hari kemudian, rakyat yang sama menginginkan agar Yesus dihukum mati. Di hadapan Pilatus, mereka berteriak, “Salibkan Dia! Salibkan Dia! Kami tidak mempunyai raja seperti Dia!” Mereka berasalan bahwa Yesus telah melanggar peraturan hari sabat dan terutama lagi telah menghujat Allah karena Yesus menganggap diri-Nya Putera Allah, yang mengenal dan yang berasal dari Allah.

Ketika dilihat lebih mendalam sebenarnya para pemuka agama Yahudi menghasut orang banyak ini atau umat untuk menuduh Yesus sebagai orang yang bersalah. Para pemuka agama Yahudi men-stir mereka dan meminta Pilatus menghukum mati Yesus di salib. Umat diarahkan dan dikondisikan oleh imam-imam kepala dan ahli-ahli Taurat yang merasa terancam dengan kehadiran dan ajaran Yesus. Mereka merasa takut kehilangan pengaruh dan kepercayaan dari masyarakat. Perlu diingat bahwa justru orang-orang yang sama yang meneriakan “Hosana-hosana” saat  Yesus masuk kota Yerusalem dan mereka jugalah yang berteriak “Salibkan Dia!” di hadapan Pilatus.
**********
Dalam kisah ini saya perlu bertanya, saya berperan sebagai siapa? Kalau saya memposisikan diriku sebagai bagian dari kisah ini, saya bertindak: sebagai Yesus?, Pilatus? Para pemuka agama Yahudi? Ataukah saya berperan sebagai orang banyak yang berteriak “Hosana dan Salibkan Dia!?”

Sebuah contoh yang dekat di hadapan mata kita adalah melihat relasi PDIP dan Gerindra. Dua tahun lalu mereka bekerjasama untuk menggolkan pasangan Jokowi-Ahok. Seluruh proses untuk memenangkan pasangan ini menuju kursi DKI 1 dan DKI 2 merupakan moment ‘Hosana’, sukacita dan penuh harapan dalam relasi kedua partai. Apa yang terjadi dalam beberapa bulan terakhir ini? Yang terjadi adalah bahwa yang satu mencela, meremehkan, dan mau menguasai yang lain dengan segala cara. Aktor-aktor yang terlibat di dalamnya adalah mereka yang pernah duduk bersama, yang pernah bersatu, yang pernah membangun satu visi dan misi yang sama (baca harapan) bahkan sama-sama berteriak, “Horee, kita menang”, saat usaha mereka berhasil.

Mungkin dalam dunia politik hal semacam ini dianggap lumrah/biasa, tapi apa jadinya jika teriakan “Hosana dan Salibkan Dia!” terdengar dalam keluarga yang awalnya dicintai tapi kemudian dibenci? Setelah sekian lama hidup bersama dan karena satu dan lain hal, yang satu meninggalkan yang lain. Kisah yang awalnya dijalin dengan baik, penuh sukacita dan harapan harus berakhir dengan kisah sedih, berakhir duka. Yang satu meninggalkan luka mendalam pada yang lain karena merasa tidak mampu lagi bertahan. Yang jadi korban tentu saja pihak yang lemah juga anak-anak. Saya berangkat dari pengalaman yang sedang saya hadapi di mana banyak anak yang bertingkah tidak sebagaimana mestinya karena melihat orang tua mereka yang berpisah. Mereka sedih dan berontak melihat dan mengalami apa yang mereka hadapi dalam keluarga mereka.

Hal serupa bisa dilihat dalam nasib orang tua yang ditinggalkan anak-anak mereka sendiri. Ketika seorang anak lahir dalam keluarga, orang tua sangat bahagia. Rasa bahagia ini mereka (orang tua) ungkapkan dengan penuh kasih sayang dengan memperhatikan dan memenuhi kebutuhan sang anak agar bisa bertumbuh dan berkembang menjadi orang yang mandiri dan dewasa. Ketika sang anak menjadi dewasa, ia mengejar mimpinya dan mengorbankan banyak hal, termasuk melupakan orang tua, demi mewujudkan mimpinya. Dengan alasan seperti ‘demi karir’ sang anak memisahkan diri dari orang tua yang tak jarang berakhir di panti lansia atau ditelantarkan. Bagi sang anak, ‘mengejar karir’ adalah mimpi yang membawa sukacita tapi bagi orang tua yang lanjut usia ‘ditelantarkan anak sendiri’ adalah salib. Apakah saya termasuk dalam golongan ini?

*********
Kisah sengsara Yesus yang kita dengar dalam pekan suci ini adalah kisah Putera Allah yang
sangat yakin dengan misi-Nya, yang sangat yakin akan besarnya kasih Allah Bapa kepada kita. Dalam seluruh hidup-Nya, Yesus mewujudkan kasih Allah yang tak bersyarat ini. Karena itu kisah sengsara dan wafat-Nya adalah kisah Kasih Allah kepada kita. Yesus bukan tipe manusia yang suka menderita (masokis) melainkan kisah manusia yang mengenal Allah juga manusia yang tahu mengasihi. Jadi, di hadapan kita yang berteriak, “Hosana dan Salibkan Dia!”, Yesus meresponnya dengan cinta dan pengampunan, “Bapa ampunilah mereka sebab mereka tidak tahu apa yang mereka perbuat (Luk 23:34).”

Namun jangan lupa bahwa kisah Yesus ini merupakan juga kisah hidup kita. Kisah para tokoh atau lebih tepat respon tokoh-tokoh di sekitar Yesus juga kisah para tokoh yang kontro dengan-Nya adalah cermin kisahku da kisah kita. Reaksi Pilatus, imam-imam kepala, orang banyak, Yudas, dan para rasul lainnya merupakan gambaran kisah dan respon kita terhadap rencana Allah. Kalau kita mau jujur, sikapku dan sikap kita terhadap sesama terungkap seperti dalam kisah-kisah ini.

Selamat Memasuki Pekan Suci

Parma, 12 April 2014
Yanto





Senin, 31 Maret 2014

Quando si innamora…



Il 25 gennaio 2014 scorso la chiesa ha fatto la festa della conversione di San Paolo Apostolo (At 22, 3-16; At 9, 1-22). Lui era un ebreo osservante ma dopo aver incontrato Gesù è diventato cristiano seguendo la Sua via. Il giorno seguente, la terza domenica del tempo ordinario anno A, la chiesa ci ha presentato la chiamata di Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni secondo il vangelo di Matteo (4,12-17). Loro, dopo aver visto e ascoltato l’invita di Gesù, hanno lasciato il mare e le loro barche.

È interessante entrare in profondità nell’intima disposizione delle persone soprattutto di Paolo e Pietro. Perché credo che ci sia una cosa significativa che mi tocca davvero, mi fa piacere approfondire. Paolo era un Giudeo praticante e esperto alla legge ebraica. Era stato formato/educato alla scuola di Gamaliele nell’osservanza scrupolosa della legge dei padri, pieno di zelo per Dio (At 22,3) per cui aveva una grande passione per la legge. Partendo da questa sua passione egli sapeva quello che doveva o non doveva fare. Credeva che essendo ebreo dovesse custodire la legge come era scritta. Amare e custodire la legge era la sua chiamata ad essere un buon ebreo. Lo stesso atteggiamento si vede nel comportamento di un sacerdote nel racconto del buon samaritano (Lc 10,25-37). Un sacerdote vedendo un uomo ferito sulla strada passa tranquillamente senza dare un aiuto come se quel ferito non dovesse interessarlo. Mi sembra che lui stesse andando a Gerusalemme per fare il culto e per farlo bene bisognava evitare l’impurità, cioè le cose che potessero impedire la purezza del rito cultuale. Mi sembra che la legge per lui avesse più valore che l’uomo/valesse più dell’uomo. Si dà la precedenza alla legge anziché all’uomo.

Torniamo a Paolo. Amando la legge giudaica, andò a chiedere il permesso ai capi sacerdoti per perseguitare i discepoli di Gesù, i membri della chiesa nascente. Dopo aver ricevuto il permesso mentre andava a Damasco sulla strada Gesù gli è andato incontro e lo mandò come apostolo delle genti. Incontrando Gesù Paolo è cambiato; è stato aiutato a conoscere Dio in un modo nuovo rispetto al prima. Gesù ha cambiato la sua passione dalla legge all’amore gratuito di Gesù. L’amore di Gesù l’ha conquistato e ha cambiato la direzione della sua vita.

Passo adesso a Pietro. Lui era un pescatore. Ogni giorno lavorava con la barca e la rete pescando i pesci, per cui conosceva benissimo il suo mestiere. Aveva una grande interesse per il pescare perché da lì dipendeva la sua vita. Direi che lui era l’esperto nel pescare come Paolo era l’esperto nella legge. Incontrando e ascoltando la novità delle parole di Gesù che è venuto a trovarlo dove lavorava lui, Pietro ha lasciato il lago, la barca e la rete. La risposta di Pietro fu immediata. La persona e le parole di Gesù lo attiravano come se fossero i pesci che doveva pescare. Gesù lo aveva chiamato per pescare in un altro mare diventando pescatore di uomini. Andò a seguire Gesù lasciando la barca e la rete, ma portando con sé lo zelo di un pescatore che aveva desiderio di pescare tanti pesci. Direi che la barca e la rete per Pietro erano le cose preziose dalle quali dipendeva la sua vita quotidiana. Ma dopo aver incontrato Gesù si trasformò: Gesù divenne il centro della sua vita, una persona preziosa che lo attirava più di ogni altra cosa. L’attenzione di Pietro passò dalla propria vita a Gesù, al Suo modo di agire e di vivere.

La cosa che accomuna questi due personaggi è l’incontro con Gesù. L’incontro con il Salvatore gli ha permesso di trasformare il loro interesse. Paolo era appassionato alla legge ebraica ma dopo aver incontrato Gesù questa sua passione si trasformò in amore per Lui servendolo e annunciandolo alle genti. Pietro aveva una grande interessa per la pesca con la quale si guadagnava da vivere, ma dopo aver ascoltato Gesù il suo interessa per la pesca lo portò a diventare pescatore di uomini, cioè a salvare la vita degli altri, a dare un senso nuovo alla vita dalla gente nell’ottica dell’amore di Cristo. Gesù li sceglie usando il loro interesse o la loro passione con un nuovo obiettivo: l’amore di Gesù, il Figlio di Dio. Dunque Gesù ha rivolto l’amore di Paolo dalla legge all’amore gratuito; Gesù ha rivolto l’interessa di Pietro dal pescare i pesci al pescare gli uomini perché diventino credenti con uno spirito nuovo: lo spirito di Cristo redentore. Mi sembra che questi due personaggi siano i modelli di coloro che innamorano alla persona e alla parola di Gesù. La vita e l’atteggiamento di ogni discepolo di Gesù Cristo dovrebbe essere così specchiando alla vita e l’atteggiamenti di Pietro e Paolo.


Che cosa succede a me? Quale interesse o passione mi è stata trasformata da Gesù perché io possa diventare ciò che vuole Lui? Parlo delle cose che devono essere trasformati dal suo modo di vivere perché mi piace rimanere nel mio egoismo, nel mio mondo. Mi piace essere al centro degli altri come se fossi una persona importantissima. Mi piace fare le cose che mi danno soddisfazione. Papa Francesco ha sottolineato bene e chiaro il rischio del rimanere nel egoismo dicendo, “Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene, (EG no.2).” Credo che per poter essere conquistato dall’amore di Cristo io abbia bisogno di buttare via questi atteggiamenti e pensieri. So che ho la responsabilità di fare tutto ma so anche che non posso farlo da solo usando la mia capacità meramente umana. Vorrei che Gesù mi aiutasse a mutare l’obiettivo della mia vita, rendendolo totalmente nuovo. 

Senin, 13 Januari 2014

Gesù si mescola con i peccatori

Il nostro brano di oggi viene inserito dopo il racconto dell’infanzia del Signore (1,1-2,23) e la predicazione di Giovanni Battista che annuncia Colui che viene con lo Spirito Santo (3,1-12). Il battesimo (3,13-17) viene seguito dal brano della tentazione del Signore nel deserto (4,1-11). Per cui il battesimo di Gesù è l’inizio della sua missione pubblica: annunciare il Regno di Dio.

La prima cosa che mi ha colpito molto è l’atteggiamento: i gesti di Gesù. Possiamo immaginare che nel fiume di Giordano ci sia tanta gente. Gesù è uno tra la gente, tra i peccatori. Il primo gesto che il Messia, il Figlio amato da Dio, compie è quello di mescolarsi con i peccatori. Gesù si mescola in mezzo ai peccatori che vengono da Giovanni per farsi battezzare, per cambiare la vita. Gesù identifica se stesso con i peccatori senza peccare. Cosa significa questo? Gesù vuole far vedere il rapporto di Dio verso noi, i peccatori. Nonostante la sua trascendenza rispetto a noi—Lui è divino, noi siamo umani; Lui è santo, noi siamo peccatori—Lui viene ad incontrarci lo stesso, senza creare alcuna distanza. A questo punto mi vengono in mente le parole di San Paolo ai Filippesi 2,5-11:
5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Gesù si spoglia e umilia se stesso. Gesù si mescola con i peccatori. Questo è l’inizio di tante scene nel vangelo che ci mostrano la stessa idea: Dio viene a trovarci. Possiamo ricordare il volto di un Dio che esce a cercare la pecora smarrita (Mt 18,12-14; Lc 15,3-7), che attende il ritorno del figlio perduto (Lc 15,11-32), che non giudica la donna peccatrice/adultera (Gv 8,1-11), che si ferma nella casa di Zaccheo (Lc 19,1-10), che si prende cura del gesto del buon Samaritano (Lc 10,29-37), che si propone l’amore dei nemici (Lc 6,27-35), che banchetta con i peccatori (Mt 9,10-13; Lc 5,29-32), e alla fine muore sulla croce pronunciando parole di perdono (Lc 23,33-34). Allora, fin dall’inizio della sua vita pubblica e della sua missione, Gesù ci mostra chi è Dio e qual è il suo progetto per noi. Tutto questo mi ha spinto a dire che l’atteggiamento di Dio verso di noi è l’atteggiamento dell’incontro. Lui viene ad incontrarci affinché possiamo conoscerlo e avere un rapporto giusto con Lui. La sua logica è la logica dell’abbassamento. Lui prende l’iniziativa per primo. È chiaro che il motivo per cui Lui si relaziona con noi e si mescola con i peccatori è l’amore, perché ci siamo sentiti amati da Lui. Dice Zaccaria nel suo cantico, “per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati”. In Gesù Dio si relaziona con noi: Dio crea un rapporto con noi basando sull’amore gratuito perché abbiamo la vita piena o vivificante.

Partendo da questa convinzione ci chiediamo e riflettiamo sulla nostra abitudine religiosa e sulla nostra relazione con Dio. Andiamo alla messa spesso e facciamo la lectio divina. Per quale motivo lo facciamo: per ringraziare o per paura o per avere qualche merito? Qual è il senso di essere cristiano oggi?

Allo stesso tempo non possiamo negare il nostro rapporto relazionale l’un l’altro. Umanamente ho bisogno di un aiuto o sostengo dall’altro per mantenere o custodire il mio essere e viceversa. Il mondo ci sta mostrando un rapporto utilitaristico e competitivo che si basa sull’utilità e la competizione. Mi sembra che i problemi nascano proprio da questo rapporto. Al contrario il vangelo ci offre un rapporto dell’amore, dell’incontro dove si mette ugualmente l’un l’altro. Un cristiano ovviamente dovrebbe essere coerente con la logica del vangelo. Qual è il mio modo nel mio rapporto con gli altri?

Un altro punto su cui mi interessa riflettere è la disponibilità di Gesù a farsi battezzare da Giovanni. Come sappiamo già, prima che Gesù inizi la vita pubblica, Giovanni Battista sta predicando il suo invito alla conversione. Tante persone si stupiscono davanti al suo invito e vengono da lui a farsi battezzare. Lo scopo del battesimo di Giovanni è la conversione. La gente va da lui perché vuole cambiare la vita e per diventare uomini nuovi. La gente riconosce il proprio peccato, i propri difetti, gli sbagli. Vuole vivere e cominciare una vita nuova: è questo un atteggiamento nuovo davanti a Dio e l’uomo.

Gesù viene da Giovanni a farsi battezzare. Perché? Lui non ha i peccati, gli sbagli o i difetti. Per cui Giovanni si stupisce vedendo Gesù davanti a sè e vuole impedirgli di essere battezzato dicendo, “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu viene da me?” Giovanni sa che Gesù è il Messia, è il più grande di lui. Si vede l’umiltà di Giovanni, il grande profeta. Ma Gesù gli risponde, “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia.” Perché Gesù vuole ricevere il battesimo da Giovanni?

Sappiamo già che il brano che meditiamo adesso è il brano che ci parla dell’inizio del ministero pubblico di Gesù come Messia. Ciò vuol dire che la vita di Gesù sta per cambiare completamente. La sua vita cambia: dalla vita nascosta, tranquilla insieme con i suoi parenti a Nazareth Gesù passa alla vita pubblica, più impegnativa e pericolosa in cui si sposta da una città all’altra in Palestina. Gesù sa bene che la sua vita non è solamente per se stesso ma soprattutto per Dio e per gli altri/il prossimo. Gesù va da Giovanni non perché vuole convertirsi dei suoi peccati/sbagli; anzi, Lui non ha nessun peccato. Egli va da Giovanni perché vuole iniziare una nuova vita e la missione che lo sta aspettando. Il suo battesimo è lasciare dietro il suo progetto personale, i parenti e gli amici per fare la volontà di Dio. Il suo battesimo è dimenticare se stesso per poi entrare nella logica di Dio, nella logica dell’amore gratuito e del donare la propria vita per la vita degli altri. Lui sta lasciando il suo progetto personale per aderire al progetto del Padre. Per cui nel versetto 17 risuona una voce dal cielo che dice, “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.”

Partendo da questa riflessione ci chiediamo: quale aspetto è stato cambiato della mia vita (il modo di agire, pensare, vivere) credendo in Gesù Cristo, ricevendo il battesimo? Quale momento della vita è stato per me cruciale nel comprendere e aderire al progetto di Dio su di me? Partendo dal battesimo di Giovanni, per la conversione e il riconoscimento dei nostri errori/peccati, come viviamo questo aspetto? Come viviamo il sacramento della riconciliazione?




Selasa, 20 Agustus 2013

BERNADETA, NAMA GADIS ITU!

Di depan Gua Maria Lourdes





“……Awalnya, saya datang ke sini, Lourdes(Perancis), karna rasa penasaran. Saya ingin tahu apa yang orang-orang lakukan di sini, apa yang sedang terjadi di sini dan seperti apa Lourdes itu. Saya adalah orang Katolik sejak kecil tapi telah lama saya tidak mempraktekkan kekatolikanku. Telah lama saya menjauhkan diri dari aktivitas parokiale-eklesiale. Ketika sahabatku mengajakku ke sini, saya menyetujuinya demi memenuhi rasa ingin tahuku. Ketika tiba di sini saya ikut berdoa
bersama yang lain, melakukan prosesi, mengunjungi gua dan meminum air dari gua. Kesanku
Peziarah yg sedang mengambil air utk diminum
selama mengikuti ziarah dan selama berada di sini adalah bahwa sakit-penyakitku tetap ada tetapi ketenangan batin yang kualami lebih besar dan lebih memuaskan meskipun tak kusangkali kerinduanku untuk disembuhkan secara fisik. Di tempat ini saya menemukan kekuatan spiritual yang membantuku menanggung penderitaan fisikku karena kuyakin bahwa Madonna (Santa Maria) mendengarkan doaku dan mendoakanku selalu….,..
  ”(kisah seorang ibu yang telah berziarah ke Lourdes lebih dari lima kali yang kukisahkan ulang…)
Basilica de Rosari dan di bawahnya, pada bagian kiri terletak Gua Maria Lourdes

Kisah di atas merupakan sebuah kisah dari sekian kisah yang kudengar dari orang-orang sakit yang kubantu selama berziarah ke Lourdes (8-13 agustus 2013) dengan UNITALSI regio Lombarda. Setiap peziarah terutama yang sakit mempunyai kisah dan alasan personal saat berziarah ke sana. Salah satu alasan yang kuat yang membuat banyak peziarah datang ke Lourdes adalah sumber air atau mata air yang terdapat dalam gua. Dalam salah satu penampakan Bunda Maria kepada Bernadeta, Bunda Maria meminta Bernadeta untuk memakan dedaunan demi pertobatan dan meminum air dari sumber air—yang muncul setelah Bernadeta menggaruk tanah tempat di mana Bunda Maria memintanya—untuk penyucian diri. Sampai sekarang para peziarah dapat menikmati segar dan sejuknya air itu. Di
bagian kiri dari gua ada banyak kran air di mana sejak pagi hari dari jam 05.30 sampai jam 12.00 malam hari selalu ada orang yang antri untuk meminum airnya atau mengambil airnya sebagai ole-ole ke rumah. Di bagian kanan dari gua dapat ditemukan 2 bagian khusus untuk mandi bagi laki-laki dan permpuan. Setiap hari di dua tempat ini selalu ada antrian panjang untuk meminum air atau untuk mandi.

Sejauh pengamatanku selama 5 hari di sana, para peziarah datang dari berbagai penjuru dunia. Peziarah dari Eropa lebih banyak dari peziarah dari Amerika, Afrika dan Asia. Peziarah Asia sebagian besar berasal dari Bangladesh dan sekitarnya, dari Filipina, Cina, Korea dan tidak ketinggalan para peziarah Indonesia yang sayangnya kuketahui dua hari terakhir sebelum balik ke Parma.
Gua Maria Lourdes, Prancis

Para peziarah ini pada umumnya datang dalam grup seperti kami. Masing-masing grup mempunyai jadwal kegiatan tersendiri bahkan bisa merayakan misa dalam bahasa asal para peziarah. Di malam hari ada prosesi Flambou, perarakan Bunda Maria di mana masing-masing orang membawa lilin berwarna. Selama perarakan ini secara bersamaan para peziarah mendoakan rosario dalam berbagai bahasa dan menyanyikan lagu-lagu Maria dalam berbagai bahasa, termasuk lagu Ave Maria dalam bahasa Indonesia. Dua hari sebelum kami pulang kembali ke Italia telah tiba di Lourdes para peziarah Perancis. Jumlah mereka lebih banyak dari kami. Para relawan dari peziarah Perancis adalah anak-anak muda usia SMA atau mahasiswa. Melihat mereka, melihat relawan dan peziarah Perancis ini, saya merasa senang dan sangat terkesan. Perasaan senangku cukup berasalan karena akhir-akhir ini saya selalu mendapat berita dan mempunyai kesan bahwa
Gua Maria Lourdes dari seberang kali, dari bagian utara
Gereja di Perancis tampaknya semakin lama hamper tak terdengar suaranya bukan hanya karena jumlah umatnya yang menurun melainkan juga karena ada banyak pihak yang melawan atau beroposisi dengannya. Namun ketika saya melihat para peziarah dan relawan Perancis yang masih sangat muda dan penuh antusias, pandanganku mulai berubah. Di hadapan mereka, saya melihat bahwa Gereja di Perancis masih ada dan masih hidup. Orang-orang muda ini akan mewujudkan mimpi itu dan menerusakannya.

Lalu, apa yang kutemukan dalam perjalananku ke Lourdes? Saya merasa sangat puas, sangat senang dan sangat bahagia selama berada di sana. Saya senang dan puas karena bisa membantu orang sakit mewujudkan kerinduan spiritual mereka. Pekerjaanku hanyalah mendorong kursi
roda orang-orang sakit dan mendengar kisah hidup mereka yang cukup menyayat hati. Pekerjaanku ringan
Bagian atas Basilica de Rosari
namun saya bahagia karena dapat membantu mereka, orang-orang sakit ini, mewujudkan mimpi mereka untuk menemukan kesejukan spiritual. Dalam rasa puas yang mereka alami terungkap pula rasa puasku. Saya senang bisa menjadi alat yang membantu mereka bahagia dan senang.





Saya merasa senang dan gembira terutama karena bisa berada di sana dan menyaksikan banyaknya peziarah yang hadir dan datang untuk berdoa yang tentunya mencari Sang Sumber Air Sejati. Selama berada di tempat ini saya begitu yakin bahwa saya dan semua peziarah datang untuk memasrahkan hidup mereka kepada Tuhan. Banyak motivasi konkret terpatri dalam diri tiap peziarah tapi semuanya terarah pada satu kerinduan untuk mencari, mengenali dan mengalami kehadiran Tuhan. Secara konkret kerinduan itu terungkap dalam pengampunan yang diterima dalam sakramen rekonsiliasi, daslam uluran tangan para relawann, dalam ketegaran hati si sakit dalam menanggung penderitaannya termasuk dalam sejuk dan segarnya air dari gua Maria Lourdes. Oh Tuhan terima untuk segalanya itu!!!
Bagian atas dari Basilica de Rorasi



Namun jangan lupa bahwa semua kesan, kisah, dan pelayanan di atas terjadi karena peran seorang gadis belia, seorang gadis buta huruf yang berasal dari keluarga yang sangat sederhana. Bernadeta, nama gadis itu! Sebelum terjadi penampakan Bunda Maria kepada Bernadeta, gua ini sebelumnya merupakan tempat 
Di depan Basilica de Rosari
mengungsi saat hujan bagi orang yang mencari kayu di sekitarnya dan bagi para penggembala. Namun kini gua itu mempunyai makna spiritual yang mendalam. Gua itu kini berfungsi sebagai sumber kesejukan dan kesegaran serta pembaruan spiritual bagi orang banyak. Gua itu kini menjadi tempat berkumpulnya orang-orang dari berbagai bangsa dari seluruh dunia dengan perbedaannya di mana perbedaan itu di sini tidak dipertentangkan sebagai konflik. Gua itu kini menjadi tempat anak-anak muda dan para relawan ber-compassione dengan orang-orang sakit. Benarlah apa yang dikatakan oleh Mgr. Nicola, uskup di Lourdes dan sekitarnya, ketika mengatakan bahwa Gua Maria di Lourdes adalah tempat oarang belajar tentang hidup, la scuola di vita. Singkatnya dapat dikatakan bahwa kesediaan Bernadeta mendengarkan pesan

St. Bernadeta
Bunda Maria membantu orang banyak untuk bertobat dan membarui hidup iman mereka.

Santa Bernadeta, engkau telah berperan besar bagi hidup iman para peziarah dari generasi ke generasi. Doakanlah saya dan bantulah saya untuk mempunyai iman dan keberanian sepertimu. Doakanlah juga sahabatku yang menyandang nama Bernadeta untuk menjadi sepertimu: menjadi alat dan tempat di mana orang lain dapat menemukan kedamaian, sukacita dan harapan dalam suka duka hidup mereka. Amin.







@@@@@@@@@@@@@@@@@@@


Salah Tebak, apes deh!!

Bersama Rm. Y. Olla dan Rm. Erwin, MSF di depan gua


Pagi kedua di Lourdes, saat ikut misa pagi di Basilika de Rosario saya melihat 2 orang suster. Wajah mereka mirip sekali wajah orang Flores dengan rambut khas seperti orang NTT pada umumnya. Saya yakin bahwa 2 suster ini pasti berasal dari Indonesia. Segera setelah misa saya mencari mereka dan ketika kujumpai mereka saya bertanya, “Suster dari Indonesia ya?”. “Oh bukan, kami bukan orang Indonesia. Kami berasal dari Madagaskar,” jawab salah seorang dari mereka dalam bahasa Italia. Dengan segera saya mengucapkan “Grazie” dan langsung balik kanan.

Foto bareng dgn para relawan dari Cremona,,,
Hari berikutnya, di tempat yang sama, tepat di belakangku ada dua orang suster. Satu berwajah seperti orang dari Manado dan yang satunya lagi berwajah mirip orang Jawa. Dalam hatiku saya meyakinkan diri bahwa kali ini saya tidak akan keliru lagi seperti hari sebelumnya. Setelah selesai misa saya keluar mengikuti mereka dan sesampainya di luar saya mendekati mereka serta bertanya, “Suster dari Indonesia ya?” “What? I don’t understand what you mean?”, jawab salah satu dari mereka. “Ohh…I mean, I want to know where do you come from? Are you Indonesians?”, lanjutku. “Oh no! We come from philippines. And you? Where are you from?” “I am Indonesian” Untuk beberapa saat kami sempat berkomunikasi tetapi tetap tidak bisa kusembunyikan rasa malu karena salah tebak dua kali. Hari berikutnya tanpa kucari-cari, di depan gua Maria, saya bertemu dengan beberapa orang Indonesia. Kerinduanku untuk bicara bahasa Indonesia dengan sendirinya terobati…

 


Parma, 17 Agosto 2013