Senin, 31 Maret 2014

Quando si innamora…



Il 25 gennaio 2014 scorso la chiesa ha fatto la festa della conversione di San Paolo Apostolo (At 22, 3-16; At 9, 1-22). Lui era un ebreo osservante ma dopo aver incontrato Gesù è diventato cristiano seguendo la Sua via. Il giorno seguente, la terza domenica del tempo ordinario anno A, la chiesa ci ha presentato la chiamata di Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni secondo il vangelo di Matteo (4,12-17). Loro, dopo aver visto e ascoltato l’invita di Gesù, hanno lasciato il mare e le loro barche.

È interessante entrare in profondità nell’intima disposizione delle persone soprattutto di Paolo e Pietro. Perché credo che ci sia una cosa significativa che mi tocca davvero, mi fa piacere approfondire. Paolo era un Giudeo praticante e esperto alla legge ebraica. Era stato formato/educato alla scuola di Gamaliele nell’osservanza scrupolosa della legge dei padri, pieno di zelo per Dio (At 22,3) per cui aveva una grande passione per la legge. Partendo da questa sua passione egli sapeva quello che doveva o non doveva fare. Credeva che essendo ebreo dovesse custodire la legge come era scritta. Amare e custodire la legge era la sua chiamata ad essere un buon ebreo. Lo stesso atteggiamento si vede nel comportamento di un sacerdote nel racconto del buon samaritano (Lc 10,25-37). Un sacerdote vedendo un uomo ferito sulla strada passa tranquillamente senza dare un aiuto come se quel ferito non dovesse interessarlo. Mi sembra che lui stesse andando a Gerusalemme per fare il culto e per farlo bene bisognava evitare l’impurità, cioè le cose che potessero impedire la purezza del rito cultuale. Mi sembra che la legge per lui avesse più valore che l’uomo/valesse più dell’uomo. Si dà la precedenza alla legge anziché all’uomo.

Torniamo a Paolo. Amando la legge giudaica, andò a chiedere il permesso ai capi sacerdoti per perseguitare i discepoli di Gesù, i membri della chiesa nascente. Dopo aver ricevuto il permesso mentre andava a Damasco sulla strada Gesù gli è andato incontro e lo mandò come apostolo delle genti. Incontrando Gesù Paolo è cambiato; è stato aiutato a conoscere Dio in un modo nuovo rispetto al prima. Gesù ha cambiato la sua passione dalla legge all’amore gratuito di Gesù. L’amore di Gesù l’ha conquistato e ha cambiato la direzione della sua vita.

Passo adesso a Pietro. Lui era un pescatore. Ogni giorno lavorava con la barca e la rete pescando i pesci, per cui conosceva benissimo il suo mestiere. Aveva una grande interesse per il pescare perché da lì dipendeva la sua vita. Direi che lui era l’esperto nel pescare come Paolo era l’esperto nella legge. Incontrando e ascoltando la novità delle parole di Gesù che è venuto a trovarlo dove lavorava lui, Pietro ha lasciato il lago, la barca e la rete. La risposta di Pietro fu immediata. La persona e le parole di Gesù lo attiravano come se fossero i pesci che doveva pescare. Gesù lo aveva chiamato per pescare in un altro mare diventando pescatore di uomini. Andò a seguire Gesù lasciando la barca e la rete, ma portando con sé lo zelo di un pescatore che aveva desiderio di pescare tanti pesci. Direi che la barca e la rete per Pietro erano le cose preziose dalle quali dipendeva la sua vita quotidiana. Ma dopo aver incontrato Gesù si trasformò: Gesù divenne il centro della sua vita, una persona preziosa che lo attirava più di ogni altra cosa. L’attenzione di Pietro passò dalla propria vita a Gesù, al Suo modo di agire e di vivere.

La cosa che accomuna questi due personaggi è l’incontro con Gesù. L’incontro con il Salvatore gli ha permesso di trasformare il loro interesse. Paolo era appassionato alla legge ebraica ma dopo aver incontrato Gesù questa sua passione si trasformò in amore per Lui servendolo e annunciandolo alle genti. Pietro aveva una grande interessa per la pesca con la quale si guadagnava da vivere, ma dopo aver ascoltato Gesù il suo interessa per la pesca lo portò a diventare pescatore di uomini, cioè a salvare la vita degli altri, a dare un senso nuovo alla vita dalla gente nell’ottica dell’amore di Cristo. Gesù li sceglie usando il loro interesse o la loro passione con un nuovo obiettivo: l’amore di Gesù, il Figlio di Dio. Dunque Gesù ha rivolto l’amore di Paolo dalla legge all’amore gratuito; Gesù ha rivolto l’interessa di Pietro dal pescare i pesci al pescare gli uomini perché diventino credenti con uno spirito nuovo: lo spirito di Cristo redentore. Mi sembra che questi due personaggi siano i modelli di coloro che innamorano alla persona e alla parola di Gesù. La vita e l’atteggiamento di ogni discepolo di Gesù Cristo dovrebbe essere così specchiando alla vita e l’atteggiamenti di Pietro e Paolo.


Che cosa succede a me? Quale interesse o passione mi è stata trasformata da Gesù perché io possa diventare ciò che vuole Lui? Parlo delle cose che devono essere trasformati dal suo modo di vivere perché mi piace rimanere nel mio egoismo, nel mio mondo. Mi piace essere al centro degli altri come se fossi una persona importantissima. Mi piace fare le cose che mi danno soddisfazione. Papa Francesco ha sottolineato bene e chiaro il rischio del rimanere nel egoismo dicendo, “Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene, (EG no.2).” Credo che per poter essere conquistato dall’amore di Cristo io abbia bisogno di buttare via questi atteggiamenti e pensieri. So che ho la responsabilità di fare tutto ma so anche che non posso farlo da solo usando la mia capacità meramente umana. Vorrei che Gesù mi aiutasse a mutare l’obiettivo della mia vita, rendendolo totalmente nuovo. 

Senin, 13 Januari 2014

Gesù si mescola con i peccatori

Il nostro brano di oggi viene inserito dopo il racconto dell’infanzia del Signore (1,1-2,23) e la predicazione di Giovanni Battista che annuncia Colui che viene con lo Spirito Santo (3,1-12). Il battesimo (3,13-17) viene seguito dal brano della tentazione del Signore nel deserto (4,1-11). Per cui il battesimo di Gesù è l’inizio della sua missione pubblica: annunciare il Regno di Dio.

La prima cosa che mi ha colpito molto è l’atteggiamento: i gesti di Gesù. Possiamo immaginare che nel fiume di Giordano ci sia tanta gente. Gesù è uno tra la gente, tra i peccatori. Il primo gesto che il Messia, il Figlio amato da Dio, compie è quello di mescolarsi con i peccatori. Gesù si mescola in mezzo ai peccatori che vengono da Giovanni per farsi battezzare, per cambiare la vita. Gesù identifica se stesso con i peccatori senza peccare. Cosa significa questo? Gesù vuole far vedere il rapporto di Dio verso noi, i peccatori. Nonostante la sua trascendenza rispetto a noi—Lui è divino, noi siamo umani; Lui è santo, noi siamo peccatori—Lui viene ad incontrarci lo stesso, senza creare alcuna distanza. A questo punto mi vengono in mente le parole di San Paolo ai Filippesi 2,5-11:
5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Gesù si spoglia e umilia se stesso. Gesù si mescola con i peccatori. Questo è l’inizio di tante scene nel vangelo che ci mostrano la stessa idea: Dio viene a trovarci. Possiamo ricordare il volto di un Dio che esce a cercare la pecora smarrita (Mt 18,12-14; Lc 15,3-7), che attende il ritorno del figlio perduto (Lc 15,11-32), che non giudica la donna peccatrice/adultera (Gv 8,1-11), che si ferma nella casa di Zaccheo (Lc 19,1-10), che si prende cura del gesto del buon Samaritano (Lc 10,29-37), che si propone l’amore dei nemici (Lc 6,27-35), che banchetta con i peccatori (Mt 9,10-13; Lc 5,29-32), e alla fine muore sulla croce pronunciando parole di perdono (Lc 23,33-34). Allora, fin dall’inizio della sua vita pubblica e della sua missione, Gesù ci mostra chi è Dio e qual è il suo progetto per noi. Tutto questo mi ha spinto a dire che l’atteggiamento di Dio verso di noi è l’atteggiamento dell’incontro. Lui viene ad incontrarci affinché possiamo conoscerlo e avere un rapporto giusto con Lui. La sua logica è la logica dell’abbassamento. Lui prende l’iniziativa per primo. È chiaro che il motivo per cui Lui si relaziona con noi e si mescola con i peccatori è l’amore, perché ci siamo sentiti amati da Lui. Dice Zaccaria nel suo cantico, “per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati”. In Gesù Dio si relaziona con noi: Dio crea un rapporto con noi basando sull’amore gratuito perché abbiamo la vita piena o vivificante.

Partendo da questa convinzione ci chiediamo e riflettiamo sulla nostra abitudine religiosa e sulla nostra relazione con Dio. Andiamo alla messa spesso e facciamo la lectio divina. Per quale motivo lo facciamo: per ringraziare o per paura o per avere qualche merito? Qual è il senso di essere cristiano oggi?

Allo stesso tempo non possiamo negare il nostro rapporto relazionale l’un l’altro. Umanamente ho bisogno di un aiuto o sostengo dall’altro per mantenere o custodire il mio essere e viceversa. Il mondo ci sta mostrando un rapporto utilitaristico e competitivo che si basa sull’utilità e la competizione. Mi sembra che i problemi nascano proprio da questo rapporto. Al contrario il vangelo ci offre un rapporto dell’amore, dell’incontro dove si mette ugualmente l’un l’altro. Un cristiano ovviamente dovrebbe essere coerente con la logica del vangelo. Qual è il mio modo nel mio rapporto con gli altri?

Un altro punto su cui mi interessa riflettere è la disponibilità di Gesù a farsi battezzare da Giovanni. Come sappiamo già, prima che Gesù inizi la vita pubblica, Giovanni Battista sta predicando il suo invito alla conversione. Tante persone si stupiscono davanti al suo invito e vengono da lui a farsi battezzare. Lo scopo del battesimo di Giovanni è la conversione. La gente va da lui perché vuole cambiare la vita e per diventare uomini nuovi. La gente riconosce il proprio peccato, i propri difetti, gli sbagli. Vuole vivere e cominciare una vita nuova: è questo un atteggiamento nuovo davanti a Dio e l’uomo.

Gesù viene da Giovanni a farsi battezzare. Perché? Lui non ha i peccati, gli sbagli o i difetti. Per cui Giovanni si stupisce vedendo Gesù davanti a sè e vuole impedirgli di essere battezzato dicendo, “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu viene da me?” Giovanni sa che Gesù è il Messia, è il più grande di lui. Si vede l’umiltà di Giovanni, il grande profeta. Ma Gesù gli risponde, “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia.” Perché Gesù vuole ricevere il battesimo da Giovanni?

Sappiamo già che il brano che meditiamo adesso è il brano che ci parla dell’inizio del ministero pubblico di Gesù come Messia. Ciò vuol dire che la vita di Gesù sta per cambiare completamente. La sua vita cambia: dalla vita nascosta, tranquilla insieme con i suoi parenti a Nazareth Gesù passa alla vita pubblica, più impegnativa e pericolosa in cui si sposta da una città all’altra in Palestina. Gesù sa bene che la sua vita non è solamente per se stesso ma soprattutto per Dio e per gli altri/il prossimo. Gesù va da Giovanni non perché vuole convertirsi dei suoi peccati/sbagli; anzi, Lui non ha nessun peccato. Egli va da Giovanni perché vuole iniziare una nuova vita e la missione che lo sta aspettando. Il suo battesimo è lasciare dietro il suo progetto personale, i parenti e gli amici per fare la volontà di Dio. Il suo battesimo è dimenticare se stesso per poi entrare nella logica di Dio, nella logica dell’amore gratuito e del donare la propria vita per la vita degli altri. Lui sta lasciando il suo progetto personale per aderire al progetto del Padre. Per cui nel versetto 17 risuona una voce dal cielo che dice, “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.”

Partendo da questa riflessione ci chiediamo: quale aspetto è stato cambiato della mia vita (il modo di agire, pensare, vivere) credendo in Gesù Cristo, ricevendo il battesimo? Quale momento della vita è stato per me cruciale nel comprendere e aderire al progetto di Dio su di me? Partendo dal battesimo di Giovanni, per la conversione e il riconoscimento dei nostri errori/peccati, come viviamo questo aspetto? Come viviamo il sacramento della riconciliazione?




Selasa, 20 Agustus 2013

BERNADETA, NAMA GADIS ITU!

Di depan Gua Maria Lourdes





“……Awalnya, saya datang ke sini, Lourdes(Perancis), karna rasa penasaran. Saya ingin tahu apa yang orang-orang lakukan di sini, apa yang sedang terjadi di sini dan seperti apa Lourdes itu. Saya adalah orang Katolik sejak kecil tapi telah lama saya tidak mempraktekkan kekatolikanku. Telah lama saya menjauhkan diri dari aktivitas parokiale-eklesiale. Ketika sahabatku mengajakku ke sini, saya menyetujuinya demi memenuhi rasa ingin tahuku. Ketika tiba di sini saya ikut berdoa
bersama yang lain, melakukan prosesi, mengunjungi gua dan meminum air dari gua. Kesanku
Peziarah yg sedang mengambil air utk diminum
selama mengikuti ziarah dan selama berada di sini adalah bahwa sakit-penyakitku tetap ada tetapi ketenangan batin yang kualami lebih besar dan lebih memuaskan meskipun tak kusangkali kerinduanku untuk disembuhkan secara fisik. Di tempat ini saya menemukan kekuatan spiritual yang membantuku menanggung penderitaan fisikku karena kuyakin bahwa Madonna (Santa Maria) mendengarkan doaku dan mendoakanku selalu….,..
  ”(kisah seorang ibu yang telah berziarah ke Lourdes lebih dari lima kali yang kukisahkan ulang…)
Basilica de Rosari dan di bawahnya, pada bagian kiri terletak Gua Maria Lourdes

Kisah di atas merupakan sebuah kisah dari sekian kisah yang kudengar dari orang-orang sakit yang kubantu selama berziarah ke Lourdes (8-13 agustus 2013) dengan UNITALSI regio Lombarda. Setiap peziarah terutama yang sakit mempunyai kisah dan alasan personal saat berziarah ke sana. Salah satu alasan yang kuat yang membuat banyak peziarah datang ke Lourdes adalah sumber air atau mata air yang terdapat dalam gua. Dalam salah satu penampakan Bunda Maria kepada Bernadeta, Bunda Maria meminta Bernadeta untuk memakan dedaunan demi pertobatan dan meminum air dari sumber air—yang muncul setelah Bernadeta menggaruk tanah tempat di mana Bunda Maria memintanya—untuk penyucian diri. Sampai sekarang para peziarah dapat menikmati segar dan sejuknya air itu. Di
bagian kiri dari gua ada banyak kran air di mana sejak pagi hari dari jam 05.30 sampai jam 12.00 malam hari selalu ada orang yang antri untuk meminum airnya atau mengambil airnya sebagai ole-ole ke rumah. Di bagian kanan dari gua dapat ditemukan 2 bagian khusus untuk mandi bagi laki-laki dan permpuan. Setiap hari di dua tempat ini selalu ada antrian panjang untuk meminum air atau untuk mandi.

Sejauh pengamatanku selama 5 hari di sana, para peziarah datang dari berbagai penjuru dunia. Peziarah dari Eropa lebih banyak dari peziarah dari Amerika, Afrika dan Asia. Peziarah Asia sebagian besar berasal dari Bangladesh dan sekitarnya, dari Filipina, Cina, Korea dan tidak ketinggalan para peziarah Indonesia yang sayangnya kuketahui dua hari terakhir sebelum balik ke Parma.
Gua Maria Lourdes, Prancis

Para peziarah ini pada umumnya datang dalam grup seperti kami. Masing-masing grup mempunyai jadwal kegiatan tersendiri bahkan bisa merayakan misa dalam bahasa asal para peziarah. Di malam hari ada prosesi Flambou, perarakan Bunda Maria di mana masing-masing orang membawa lilin berwarna. Selama perarakan ini secara bersamaan para peziarah mendoakan rosario dalam berbagai bahasa dan menyanyikan lagu-lagu Maria dalam berbagai bahasa, termasuk lagu Ave Maria dalam bahasa Indonesia. Dua hari sebelum kami pulang kembali ke Italia telah tiba di Lourdes para peziarah Perancis. Jumlah mereka lebih banyak dari kami. Para relawan dari peziarah Perancis adalah anak-anak muda usia SMA atau mahasiswa. Melihat mereka, melihat relawan dan peziarah Perancis ini, saya merasa senang dan sangat terkesan. Perasaan senangku cukup berasalan karena akhir-akhir ini saya selalu mendapat berita dan mempunyai kesan bahwa
Gua Maria Lourdes dari seberang kali, dari bagian utara
Gereja di Perancis tampaknya semakin lama hamper tak terdengar suaranya bukan hanya karena jumlah umatnya yang menurun melainkan juga karena ada banyak pihak yang melawan atau beroposisi dengannya. Namun ketika saya melihat para peziarah dan relawan Perancis yang masih sangat muda dan penuh antusias, pandanganku mulai berubah. Di hadapan mereka, saya melihat bahwa Gereja di Perancis masih ada dan masih hidup. Orang-orang muda ini akan mewujudkan mimpi itu dan menerusakannya.

Lalu, apa yang kutemukan dalam perjalananku ke Lourdes? Saya merasa sangat puas, sangat senang dan sangat bahagia selama berada di sana. Saya senang dan puas karena bisa membantu orang sakit mewujudkan kerinduan spiritual mereka. Pekerjaanku hanyalah mendorong kursi
roda orang-orang sakit dan mendengar kisah hidup mereka yang cukup menyayat hati. Pekerjaanku ringan
Bagian atas Basilica de Rosari
namun saya bahagia karena dapat membantu mereka, orang-orang sakit ini, mewujudkan mimpi mereka untuk menemukan kesejukan spiritual. Dalam rasa puas yang mereka alami terungkap pula rasa puasku. Saya senang bisa menjadi alat yang membantu mereka bahagia dan senang.





Saya merasa senang dan gembira terutama karena bisa berada di sana dan menyaksikan banyaknya peziarah yang hadir dan datang untuk berdoa yang tentunya mencari Sang Sumber Air Sejati. Selama berada di tempat ini saya begitu yakin bahwa saya dan semua peziarah datang untuk memasrahkan hidup mereka kepada Tuhan. Banyak motivasi konkret terpatri dalam diri tiap peziarah tapi semuanya terarah pada satu kerinduan untuk mencari, mengenali dan mengalami kehadiran Tuhan. Secara konkret kerinduan itu terungkap dalam pengampunan yang diterima dalam sakramen rekonsiliasi, daslam uluran tangan para relawann, dalam ketegaran hati si sakit dalam menanggung penderitaannya termasuk dalam sejuk dan segarnya air dari gua Maria Lourdes. Oh Tuhan terima untuk segalanya itu!!!
Bagian atas dari Basilica de Rorasi



Namun jangan lupa bahwa semua kesan, kisah, dan pelayanan di atas terjadi karena peran seorang gadis belia, seorang gadis buta huruf yang berasal dari keluarga yang sangat sederhana. Bernadeta, nama gadis itu! Sebelum terjadi penampakan Bunda Maria kepada Bernadeta, gua ini sebelumnya merupakan tempat 
Di depan Basilica de Rosari
mengungsi saat hujan bagi orang yang mencari kayu di sekitarnya dan bagi para penggembala. Namun kini gua itu mempunyai makna spiritual yang mendalam. Gua itu kini berfungsi sebagai sumber kesejukan dan kesegaran serta pembaruan spiritual bagi orang banyak. Gua itu kini menjadi tempat berkumpulnya orang-orang dari berbagai bangsa dari seluruh dunia dengan perbedaannya di mana perbedaan itu di sini tidak dipertentangkan sebagai konflik. Gua itu kini menjadi tempat anak-anak muda dan para relawan ber-compassione dengan orang-orang sakit. Benarlah apa yang dikatakan oleh Mgr. Nicola, uskup di Lourdes dan sekitarnya, ketika mengatakan bahwa Gua Maria di Lourdes adalah tempat oarang belajar tentang hidup, la scuola di vita. Singkatnya dapat dikatakan bahwa kesediaan Bernadeta mendengarkan pesan

St. Bernadeta
Bunda Maria membantu orang banyak untuk bertobat dan membarui hidup iman mereka.

Santa Bernadeta, engkau telah berperan besar bagi hidup iman para peziarah dari generasi ke generasi. Doakanlah saya dan bantulah saya untuk mempunyai iman dan keberanian sepertimu. Doakanlah juga sahabatku yang menyandang nama Bernadeta untuk menjadi sepertimu: menjadi alat dan tempat di mana orang lain dapat menemukan kedamaian, sukacita dan harapan dalam suka duka hidup mereka. Amin.







@@@@@@@@@@@@@@@@@@@


Salah Tebak, apes deh!!

Bersama Rm. Y. Olla dan Rm. Erwin, MSF di depan gua


Pagi kedua di Lourdes, saat ikut misa pagi di Basilika de Rosario saya melihat 2 orang suster. Wajah mereka mirip sekali wajah orang Flores dengan rambut khas seperti orang NTT pada umumnya. Saya yakin bahwa 2 suster ini pasti berasal dari Indonesia. Segera setelah misa saya mencari mereka dan ketika kujumpai mereka saya bertanya, “Suster dari Indonesia ya?”. “Oh bukan, kami bukan orang Indonesia. Kami berasal dari Madagaskar,” jawab salah seorang dari mereka dalam bahasa Italia. Dengan segera saya mengucapkan “Grazie” dan langsung balik kanan.

Foto bareng dgn para relawan dari Cremona,,,
Hari berikutnya, di tempat yang sama, tepat di belakangku ada dua orang suster. Satu berwajah seperti orang dari Manado dan yang satunya lagi berwajah mirip orang Jawa. Dalam hatiku saya meyakinkan diri bahwa kali ini saya tidak akan keliru lagi seperti hari sebelumnya. Setelah selesai misa saya keluar mengikuti mereka dan sesampainya di luar saya mendekati mereka serta bertanya, “Suster dari Indonesia ya?” “What? I don’t understand what you mean?”, jawab salah satu dari mereka. “Ohh…I mean, I want to know where do you come from? Are you Indonesians?”, lanjutku. “Oh no! We come from philippines. And you? Where are you from?” “I am Indonesian” Untuk beberapa saat kami sempat berkomunikasi tetapi tetap tidak bisa kusembunyikan rasa malu karena salah tebak dua kali. Hari berikutnya tanpa kucari-cari, di depan gua Maria, saya bertemu dengan beberapa orang Indonesia. Kerinduanku untuk bicara bahasa Indonesia dengan sendirinya terobati…

 


Parma, 17 Agosto 2013

Minggu, 16 September 2012

Saat-saat sebelum hijrah dari CPR-42 ke Viale San Martino, Parma (3) Sejumlah ekor ayam menjadi saksi sukacita ini…..


Aktivitas pertama yang kulakukan dalam liburan ini adalah mencari parang milikku dan melihat pohon Mahoni yang berjumlah 3 pohon yang kutanam tahun 1997. Dalam pengalaman liburan sebelumnya, mereka selalu kulihat sesaat setelah saya tiba namun kemarin hal itu tidak bisa kulakukan karena waktu tidak memungkinkan, sudah mulai redup. Seingatku saya menanam mereka beserta beberapa pohon kopi di belakang rumah yang sampai sekarang juga masih ada.
Usia mereka sekarang 15 tahun. Banyak perkembangan yang telah mereka alami: semakin tinggi, diameter mereka semakin lebar dan tampaknya sudah cukup umur untuk difungsikan. Melihat mereka dengan keadaan yang sekarang saya merasa sangat bangga karena dalam mereka saya menemukan jejakku. Perubahan dan perkembangan mereka menandai juga perubahan dan perkembangan pribadiku. Saya berharap demikian.
Sekembalinya ke rumah, ibuku telah menyediakan tete kokor (ubi rebus) yang masih panas dengan kopi hangat di pagi yang masih terasa dingin. Sayangnya saya tidak menyukai kopi maka saya melahap tete kokor dengan segelas teh hangat. Rasanya enak sekali dibandingkan dengan jenis ubi dengan ramuan yang sama yang pernah kumakan di Jakarta. Kumaklumi perbedaan itu karena ubi yang kumakan ini baru saja diambil langsung dari kebun belakang rumah. Kalau ubi yang kusantap di Jakarta telah lama berada di pasar sebelum akhirnya dibeli oleh Ibu Thres, ibu yang memasak untuk para frater dan pastor di CPR-42. Lebih nikmati lagi melahap tete tapa (ubi bakar) yang juga dibuatkan ibu untuk saya. Pokoknya pagi pertama ini sungguh menyenangkan. 
Seusai sarapan, makan tete kokor dan tete tapa dengan segelas teh, saya pergi mandi dan menimba air di Wae Bak, air yang ditampung pada sebuah bak yang digunakan oleh seluruh warga kampung Ponceng Kalo yang berjarak 500 meter dari rumahku. Suasana di tempat timba air dan mandi ini cukup ramai karena sudah ada beberapa orang di sana yang hendak melakukan ritual yang sama sepertiku. Perbincangan pun tidak bisa dihindarkan walaupun sekadar hanya bernostalgia sejenak. Pada umumnya mereka selalu menanyakan apakah saya masih ingat pengalaman-pengalaman lama yang pernah kualami bersama saat masih menetap di kampung ini.
Ketika saya berkunjung ke beberapa rumah keluargaku di Ponceng Klao, mereka selalu bertanya tentang pengalamanku bersama mereka di kampung ini. Spontan saya menjawab bahwa tidak mungkin saya melupakan semuanya itu karena itulah sejarah hidupku meskipun akhirnya saya perlu mengingat bagaimana persisnya dulu itu. Mau tidak mau pertanyaan-pertanyaan mereka membawaku kembali pada masa kecil dan masa 2 tahun nganggur setelah tamat sekolah dasar. Di antaranya adalah setiap hari pasar, hari Sabtu, saya pergi lemba nio (pikul kelapa untuk dijual), jual pisang, jual kemiri, hingga jual sangkar ayam,  ke Werang dan uangnya akan digunakan untuk membeli keperluan rumah tangga untuk satu minggu ke depan seperti minyak tanah, garam, keperluan mandi dan cuci, bahkan untuk membeli beras. Tidak hanya itu saja, saya teringat pula akan usaha kecil yang pernah kulakukan yang dalam ungkapan umum kami saat itu sering disebut mencatut atau menjadi tengkulak. Artinya saya membeli barang tertentu untuk kemudian dijual lagi. Di antaranya adalah mencatut gula, garam dan rokok. Sesampainya di rumah saya menjual kembali barang-barang itu dengan harga sedikit naik sehingga ada laba yang bisa kuambil. Catutan terakhir yang masih kuingat adalah membeli kemiri milik ayahku dengan harga pasar sebelumnya. Ternyata ketika saya hendak menjualnya lagi, harga kemiri tersebut sudah beda, sudah turun dari harga beli yang kuambil. Mau tidak mau saya tetap menjualnya dan akhirnya saya rugi…apesssss dehh…!!! Ketika bertemu dengan teman-teman sebayaku, yang saat ini pada umumnya telah menikah, pengalaman kerja di proyek sering diungkit misalnya ketika kami mengikuti proyek menanam pohon ampupu, akasia dan mahoni di sekitar Wae Leong maupun proyek cake salang (pelebaran jalan raya) Taal-Werang. Sebagian besar misa hari Minggu terutama setelah 2 tahun tamat dari SD tidak saya hadiri karena saya dan teman-teman seperti Kraeng Ikong, Godo, Oman, Hanes Himin dan kae Frans Selami pergi menjelajahi beberapa kali atau sungai untuk mencari katak, belut maupun ikan. Tidak kulupakan pengalaman kerja julu (gotong royong) kebun saat walis (musim kering), menjaga kebun, sampai pergi mencari wase werek (sejenis tali yang merambat) di hutan Nggoang dan sekitarnya dan masih banyak pengalaman lainnya yang tentunya diwarnai oleh kesuksesan dan kegagalan.

Saat bersama ayah dan ibuku sering juga hal serupa di atas mereka tanyakan. Atau bahkan saya yang bertanya kepada mereka bagaimana persisnya kejadian tertentu di masa lalu yang pernah kubuat. Kadang juga saya mencari tahu bagaimana sikap dan kenakalanku saat masih kecil dulu. Semuanya itu dan terutama saat berada bersama ayah dan ibuku kurasakan sebagai saat yang  nyaman dan hangat sekali. Kebersamaan dengan mereka bagiku merupakan saat yang intim. Banyak kegiatan yang kulakukan bersama mereka. Ikut menyiapkan makanan babi seperti kiru saung tete, kiru culi lalu menumbuknya, kikir nio sampai me-naang kina sering kulakukan. Pergi menimba air, kadang pagi kadang juga sore hari. Ikut pergi ke pasar menjual kelapa sampai ikut menumbuk padi. Saat mereka menghadiri acara adat di keluarga besar Batu Mese saya selalu ikut dan ikut sibuk di belakang, sebagai ngara beang.
Banyak cerita kubagikan dan kudengar dari mereka yang biasanya terjadi saat menanti masakan untuk makan malam atau sesudah makan malam kami bertiga di ruang tamu menceritakan kisah kami masing-masing. Dari cerita ini saya menangkap bahwa hal yang mereka inginkan adalah kesehatan sehingga mereka bisa sehat saat kami berlibur di kesempatan berikutknya sekaligus supaya mereka dapat bekerja untuk membiyai adik-adik yang masih sekolah. Mereka juga sangat mengharapkan supaya setiap liburan kami datang atau kalau tidak memungkinkan, seharusnya kami menelpon mereka sesering mungkin. Hal ini dapat kupahami karena mereka sangat merindukan sekaligus mencemaskan keadaan kami. Hatiku senang ketika mendengar semuanya ini dan saat perpisahanku secara langsung saya melihat air mata turun membasahi pipi mereka. Kumaknai itu sebagai ekspresi dari kerinduan mereka supaya saya selalu hidup dalam diri mereka.
Mengingat pengalaman-pengalaman di atas membuatku begitu bergembira dan termotivasi. Saya seakan-akan dibawa kembali ke masa itu yaitu ketika saya terlibat langsung. Pengalaman-pengalaman itu ternyata membentuk diriku yang sekarang ini. Semangat kerja, ketekunan, dan sikap mau berusaha menjadi lebih baik yang ada padaku sekarang ini ternyata buah dari sejarah hidupku yang lalu. Di sini saya teringat akan seorang pemikir humanis, August Comte, yang menegaskan bahwa perkembangan sejarah dan kemajuan terbentuk  oleh apa yang dia sebut sebagai positivisme. Manusia akan maju dan berubah ketika manusia beralih dari takhyul bahkan filsafat menuju ke ilmu-ilmu positif yang bisa dikalkulasi atau diukur. Bagiku, sejarah kutentukan oleh saya yang memilih bertindak tertentu dalam konteks tertentu.
Sementara itu, melihat ekspresi cinta orang tua dan keluarga yang demikian besar timbullah  pertanyaan ini dalam diriku: bagaimana saya membalas budi kepada mereka? Bagaiamana saya mengingat mereka. Menyebut mereka dalam doa-doaku tentunya menjadi sebuah wadah relasionalku dengan mereka. Dengan menyebut mereka, saya senantiasa terhubung, berelasi dan bersatu dengan mereka. Lebih dari itu saya bertekad untuk membalas budi baik mereka dengan mengembangkan apa yang telah mereka tanamkan dalam diriku.
Kusadari bahwa diriku yang sekarang ini menjadi seperti ini karena kasih sayang dan pengorbanan mereka. Mereka telah mencintaiku dengan begitu dahsyat sehingga saya dapat hidup sebagaimana sekarang ini terjadi. Maka hal yang bisa kulakukan adalah mengembangkan dan meningkatkan apa yang telah mereka tanamkan. Mereka telah menanamkan kasih, kejujuran, kerja keras, tanggung jawab, maka saya perlu melanjutkan semuanya itu kepada orang lain yang kujumpai karena hal-hal itulah yang mereka wariskan kepadaku. Jadi, saya membalas budi mereka dengan mengembangkan warisan yang mereka warisi. Mereka tentu bangga dan bahagia melihat apa yang mereka ajarkan atau tanamkan dalam diriku terlaksana dan berbuah pada diriku. Sama seperti seorang guru yang bangga dan puas ketika anak didiknya mengerti yang dia ajarkan. Saya membayangkan bahwa ibuku, yang sudah berbahagia bersama Bapa di Surga, bangga kepadaku ketika saya melanjutkan sikap hidupnya yang sederhana, jujur, dan setia dalam hidupku bersama orang di sekitarku.

© © © © © © ©

Sejak hijrah dari Ponceng Kalo  ke Kefamenanu (1999) lalu ke Jogyakarta (2005) dan ke Jakarta (2006), liburan kali ini merupakan kesempatan keempat bagiku untuk cuti.  Tidak ada rencana istimewa yang kubuat untuk mengisi liburanku kali ini. Saya mengulangi tradisi yang telah lama kulakukan setiap kali saya pulang libur. Saya mengunjungi semua keluarga dekat dan akhirnya menghabiskan sisa waktu bersama orang tuaku di rumah apalagi kali ini tinggal ayah dan ibuku saja yang mendiami rumah kami karena kami bertujuh sedang meniti masa depan kami masing-masing di tempat yang berbeda, di luar Ponceng Kalo. Kunjungan keluargaku kali ini diwarnai oleh pengalaman unik yang berbeda dari sebelumnya.
Keluarga pertama yang kukunjungi adalah keluarga di kampung asal ibu kandungku yaitu ke Compang, kira-kira 1-1,5 jam dengan sepeda motor untuk mencapainya. Di sana saya menjumpai om Jhon sekeluarga dan om Noe sekeluarga. Kunjunganku kali ini sedikit berbeda dari sebelumnya karena saya dapat berjumpa dengan om Pater Bone Buahendri, SVD yang kebetulan sedang cuti. Perjumpaan terakhirku dengannya terjadi 14 tahun lalu saat dia merayakan misa perdananya di Compang tahun 1998. Sejak saat itu dia menjadi misionaris di Australia dan masih akan ke sana seuasai cuti ini. Kegembiraan dengannya bersama semua anak-anak dan cucu-cucu dari Empo Kanisius Jale dan Angela Iwus semakin penuh terjadi dalam syukuran 20 tahun hidup religius beliau pada tanggal 15 Agustus 2012 yang lalu.  Dalam acara seperti itulah saya dapat bertemu dengan banyak keluarga yang sebelumnya tidak saya kenal. Itulah salah satu pengalaman istimewaku selama liburan ini.
Pada tanggal 5 Agustus 2012 saya mengunjungi keluarga mama kecilku, ingkoe Tin sekeluarga di Mejer, adik kandung ibuku. Dia mempunyai 4 orang anak dan semuanya laki-laki. Persis pada tanggal 5 ini anaknya yang pertama, yaitu kraeng Situs, mau menikah dengan istrinya. Saya dan ayahku turut melakukan acara wuat wa’i (mengantarnya ke rumah orang tua istrinya) untuknya dengan membawa seekor ayam jantan dan sejumlah uang. Turut kujumpai dalam kesempatan ini adalah Ambo dan Ovan, adik ketiga dan keempat dari Situs yang masih duduk di bangku SMA, sementara Jos, adik keduanya, masih di Makasar. Saya begitu senang menjumpai mereka dalam keadaan sehat walafiat.
Empat hari kemudian, persis pada hari padong (mengantar pengantin wanita ke rumah pengantin pria) Ifon, teman kelasku saat SD yang juga masih anggota keluarga dekatku, saya mengunjungi istri dan anak-anak dari pamanku, Hendrikus Hamnu di Heak, Lembor. Kuakui bahwa saya masih capek saat itu setelah sibuk selama 2 hari mengikuti acara perkawinan dan pestanya Ifon. Meski demikian saya tetap menikmati kunjunganku ke Heak karena saya sangat mencintai keluarga pamanku ini. Hanya saja dalam kunjungan kali ini saya tidak dapat bercerita lagi dengan emkoe Rikus karena setahun lalu dia telah dipanggil Tuhan. Kenangan akan kebaikannya menarikku untuk ke sana, untuk mendokannya sekaligus melihat dan mengunjungi keempat saudariku di sana. Sayangnya, dalam kesempatan ini saya tidak bisa berjumpa dengan ingkoe ende Lis karena dia sedang mengunjungi Lis yang baru saja melahirkan anaknya yang pertama di Joneng. Katarina dan enu Gonda juga tidak dapat kujumpai karena Kata sedang berada di Datak sementara Gonda masih di Bali, mengadu nasib. Kerinduanku terobati oleh sikap si bungsu, enu Thres yang ada di rumah saat itu. Dia merupakan anak kesayangan emkoe Rikus, yang dulu sangat manja. Sekarang dia telah berubah banyak. Dia membeli gula, kopi dan menghidangkan minuman ketika saya, Bona dan Limun tiba. Dia dan dibantu Limun dan ende Moni menyediakan makan malam dan sarapan pagi buat kami semua. Saya sungguh kagum dan bangga melihat perkembangannya meskipun saya sendiri tidak bisa apa-apa untuk membantu mewujudkan masa depan yang cerah baginya. Hal terakhir ini masih menjadi pergulatanku.
Dari Heak saya dan Bona menuju ke Inang Sisi, inang ine de Levi, adik bungsu ayahku di Nobo. Kedaanya baik-baik saja meskipun badannya sudah turun dibandingkan ketika saya menjumpainya 2 tahun lalu. Bisa saja itu terjadi karena usia sebagaimana yang dialami oleh ayahku juga. Meski demikian inangku masih kuat bekerja seperti dulu. Sekarang dia ditemani oleh Ima, anaknya yang kedua serta oleh ketiga cucunya, putera-puteri dari K’Levi yang rumahnya tidak jauh dari rumah inang. Sementara itu Goris anaknya yang ketiga baru saja pergi mengadu nasib di Kalimantan dan Mena, anaknya yang bungsu, menikah dengan orang dari Wersawe, kampung tetangga. Mereka sungguh sangat bergembira atas kunjunganku sebagaimana saya juga bersukacita menjumpai mereka semua dalam suasan keakraban yang sangat intens. Semalam bersama mereka seakan tidak cukup untuk mengingat semua pengalaman lama yang pernah kuukir bersama mereka ketika saya berlibur ke sini setiap kali liburan sekolah saat SD dulu atau waktu 2 tahun setelah SD dulu. Waktu yang singkat ini pun tidak cukup bagiku untuk mensharingkan dinamika perantauanku maupun lika liku panggilanku. Tapi tak mengapalah karena perjumpaan semalam telah mengobati kerinduanku selama ini dan kuyakini bahwa kenangan bersama mereka senantiasa awet.    
Buah dari kunjungan kelilingku langsung terasa  misalnya rasa puas yang disertai sukacita yang mendalam. Tidak akan kulupakan senyuman, pelukan, ciuman dan ucapan selamat datang yang mewarnai setiap kunjunganku ini. Ekspresi-ekpresi tersebut mengungkapkan kurang lebih ungkapan Bapa yang baik hati dalam Injil Lukas: “Saya telah lama menanti dan merindukanmu dan saya bahagia bertemu denganmu saat ini. Mari kita berpesta.” Maka tidak heran ketika sejumlah ekor ayam menjadi saksi sukacita besar ini.  Demikianlah sukacitaku sebagai seorang anak ketika disambut dengan hangat oleh orang tua dan keluarga. Rasa sakit selama 2 hari sebelum pulang ke Jakarta kumaknai sebagai sebuah pengorbanan. Sukacita yang besar nan sejati perlu dibarengi oleh pengorbanan yang besar serta pengelolaan diri yang tekun dan ulet.  Singkat cerita, sukacitaku tidak sebanding dengan “KO” dua hari di tempat tidur persis saat seluruh warga Indonesia merayakan HUT ke 67 kemerdekaan RI. Dalam tidurku kurenungkan nasib para pahlawan pejuang kemerdekaan berbanding terbalik dengan nasibku: mereka berkorban dulu demi sukacita kemerdekaan seluruh rakyat Indonesia sesudahnya,……….bersambung……..
Jakarta, 30 Agustus 2012

Kamis, 30 Agustus 2012

Saat-saat sebelum hijrah dari CPR-42 ke Viale San Martino, Parma (2)


Dikira Penjual Ikan….
narsis sesaat sebelum ke Dufan
Sehari sebelum berangkat ke kampung Nunang dan Ponceng Kalo, kami (fr. Asis, Fonsi, Kornel dan saya), minus fr Gordi yang telah berada di Yogyakarta untuk menjalani tahun orientasi misionernya di sana, berekreasi ke Dunia Fantasi (Dufan) Ancol yang letaknya di bagian Utara Jakarta. Di sana kami melepaskan penat dan keseharian di komunitas dengan menaiki kereta gantung, roll coster, bumper car, dan masih banyak lainnya. Selama seharian ini kami sungguh menikmati arena di luar komunitas bahkan tanpa memikirkan apa yang terjadi di komunitas. Dari sekian wahana yang ada dan sempat kami coba, saya sungguh menikmati permainan bumper car yaitu saling menabrakkan mobil dengan mobil teman. Nikmatnya ada saat berusaha menabrakan dengan sengaja mobil mainanku dengan mobil teman. Uauhhh…..asyik sekali@@@!!! Permaianan ini memang menjadi favoritku namun sayang dalam kesempatan ini hanya sekali saja saya memainkannya mengingat banyaknya peminat yang ingin mencobanya.

Di tengah keramaian dan sukacita rekreatif tersebut, secara pribadi sebetulnya saya masih  cemas. Hati dan pikiran saya terbagi dua antara rekreasi dan pulkamp (pulang kampung). Yang membuat saya cemas adalah tiket yang belum jelas dan pasti. Hal ini cukup beralasan karena saat tiba di Halte Senen, K’Nasus, kakak pertamaku yang ada di Bali, menelpon bahwa dia belum bisa memboking tiket karena masih menunggu uang yang harus segera ditransfer. Untung saat itu P. Matteo bersedia mentransfer uang ke abangku karena kalau tidak saya ga bisa ikut rekreasi.

Memikirkan tiket pergi dan pulang ternyata bukan satu-satunya hal yang berkecamuk dalam pikiranku. Perjalanan, hal apa yang mau kukatakan/ceritakan, keadaan orang tua dan keluarga di kampung, tentang kunjungan ke keluarga dan masih banyak lagi mewarnai kepalaku yang kecil ini. Rasa-rasanya semua hal harus pasti dan beres sebelum memulainya… itulah tipeku yang perfeksionis ini! Ribet juga ya!
Tapi tidak mengapalah, karena ketika saatnya tiba semuanya dapat dinikmati. Ketika diantar oleh Br. Kornel dan fr. Feliks pada Sabtu siang tanggal 28 Juli 2012, saya merasa gembira sekali. Rasa takut dan cemas yang menghantuiku kemarin seakan-akan sirna karena saya tahu bahwa sedikit lagi saya berjumpa dengan kakak saya di Bali dan nantinya dengan semua keluarga di Manggarai. Kedatangan dan kehadiranku pasti menjadi kejutan yang besar bagi mereka. Saya membayangkan bahwa mereka pasti senang dan tentunya saya sendiri akan menikmati hal serupa. Suasana keakraban itu menarikku sehingga saya melupakan apa yang terjadi kemarin dan sebelumnya.

Pengalaman perdana menumpang pesawat sendirian, tanpa ditemani orang yang kukenal yang bisa menjadi andalanku, baru kurasakan saat itu meskipun bukan ini yang pertama kalinya saya menumpang pesawat. Untuk memastikan soal pintu masuk, jam keberangkatan dan jenis maskapainya saya berulang-ulang melihat di tiketku sekaligus menanyakannya ke beberapa orang penumpang serta petugas. Saya membayangkan bahwa orang yang sehari-hari berada di bandara pasti mengenal kekakuanku. Saya tidak peduli hal itu karena yang penting bagiku kelancaran perjalananku sekaligus sebagai wadah pembelajaran.

Semua ketakutan itu terasa sirna setelah berada dalam pesawat. Tak henti-hentinya saya mengamati bagian dalam pesawat Sriwijaya Air yang kutumpangi dan tentunya mengamati pula para penumpang lainnya. Segala gerak-gerik awak pesawat terutama para pramugari yang cantik-cantik tidak luput dari perhatianku. Saya menemukan bahwa mereka selalu tersenyum saat berhadapan dengan penumpang sebagai tanda welcome. Sambil memandangi itu terbersit pertanyaan ini: apakah mereka senyum secara tulus atau demi profesi? Pada akhirnya saya tidak melangkah lebih jauh mendalami keisenganku itu karena itu bukan urusanku dan hal yang kuinginkan saat itu hanyalah keselamatan dan kelancaran perjalanan kami. Syukurlah, dengan durasi waktu 90 menit, kami tiba dengan selamat di Bandara Ngurah Rai Denpasar, Bali sore hari waktu setempat.
Selama beberapa menit saya menunggu jemputan bersama dengan seorang teman yang kukenal sejak masih di ruang tunggu Bandara Soekarno-Hatta (Soeta). Dia pergi mendahului saya karena orang yang menjemputnya telah tiba lebih awal. Pandanganku tidak pernah absen memandangi banyak orang yang hiruk pikuk di sekitarku selama waktu penantian itu. Ada banyak turis mancanegara yang keluar masuk dengan segala kekhasannya dan tak ketinggalan wisatawan domestik juga melakukan aktivitas serupa. Di benakku terbersit ungkapan ini: ini yang namanya kota wisata internasional ketika kae Marten, teman kost dari abangku, mendekatiku dan mengajakku pergi ke Badung, tempat mereka dan abangku tinggal.

Perjalanan kami dari bandara menuju kost sedikit terganggu karena beratnya tas yang kupikul. Rasanya saya ditarik ke belakang oleh beban itu sehingga membuat punggungku sakit. Keadaan itu tidak menghalangi kekagumanku akan keasrian kota tempat kami lewat. Sejak keluar dari bandara, saya tidak menemukan kemacetan seperti yang kualami di Jakarta. Pengendara kendaraan bermotor dengan penuh hati-hati memacu kendaraan mereka secara tertata. Tidak ada yang nyalip sana, nyalip sini. Praktisnya kami berhenti ketika berada di trafic light yang berwarna merah. Sisanya mulus, tidak ada pengamen dan pengemis yang berkeliaran. Di banyak persimpangan selalu ada polisi yang mengatur lalu lintas supaya lancar. Hal ini cukup berbeda dengan situsi di Jakarta. Polisi lalu lintas yang ada di jalan raya pada umumnya menciptakan kemacetan karena sedang merazia orang yang melanggar aturan dan mungkin ujung-ujungnya minta duit.
Kota ini juga sangat rapi. Tidak banyak sampah yang berserakan kecuali di tempat pembuangan sampah. Orang-orangnya tampak sangat ramah dan bersahabat. Buktinya selama menunggu jemputan di bandara, para penawar jasa transportasi tidak memaksa kami untuk mengikuti mereka. Pada umumnya mereka menawarkan diri dan mereka mundur ketika kita memberi kepastian bahwa sudah ada orang yang jemput. Mereka tidak seperti penawar jasa yang ada di Jakarta di mana mereka langsung mengambil barang bawaan kita supaya menuruti permintaan mereka. Melihat kenyataan ini saya disadarkan tentang hal ini: lain kota lain situasi, lain orang lain perilaku. Atau dalam bahasa Manggarai terungkap seperti ini: do lako, do ita dan do bae. Artinya ketika kita banyak berpetualang, kita bisa melihat dan menemukan banyak hal yang berbeda dari kota asal kita. Di situ kita belajar banyak hal sehingga wawasan kita diperkaya. Begitu larutnya saya meresapi apa yang kujumpai membuat perjalanan kami terasa cepat tiba di kost abangku yang sudah menungguku.

© © © © ©

Kak Nasus masih istirahat ketika saya memasuki kostnya. Dia segera sadar ketika dibangunkan oleh Kae Matius, teman kostnya. Segera sesudahnya saya merasa menjadi orang penting dan menjadi pusat perhatian pada saat itu karena mereka semua menempatkan saya di tengah lalu mereka me-ris (ris, sebuah kebiasaan orang Manggarai untuk menyapa orang yang bertamu ke rumah kita atau menyapa orang yang baru tiba dari tempat yang jauh). Tidak lama berselang suguhan minuman kopi dihidangkan yang dilanjutkan dengan presa, tanya jawab atau cerita banyak hal terutama mereka mencari tahu pengalamanku.
Dalam benakku saya berujar bahwa saatnya mulai tiba untuk menyingkapkan rahasia di balik berita liburanku. Sudah sejak 3 hari yang lalu, ketika saya meminta k’Nasus untuk membeli tiket t ujuan Bali-Labuan Bajo, saya sadari bahwa dia pasti penasaran dengan info ini. Dalam sebuah SMS-nya, dua malam lalu dia menulis ini: “ade, saya mengoleksi banyak pertanyaan tentang liburanmu yang mendadak ini. Tolong britahu saya rahasiamu,” Dugaanku itu memang benar karena segera sesudah itu dia menanyakan ulang hal seruapa. Saya tentu menjelaskan hal itu sampai kami berangkat ke pulau kasur. Kesanku dia sepertinya heran sekaligus senang mendengar ceritaku, dan memang itu yang kuharapkan.

Keesokan paginya, Minggu 29 Juli, jam 06.30 kami sudah berada kembali di bandara untuk check in untuk melanjutkan perjalananku ke Labuan Bajo dan Nunang. Semua berjalan lancar. Saya tidak merasa takut lagi dengan perjalanan ini karena jarak tempuhnya hanya 50an menit. Saya tak sabar lagi membuat kejutan kepada k’Jhony, kakaku yang kedua yang tinggal di Labuan Bajo, dan kepada bapak Bene sekeluarga di sana.

Apa yang kuharapkan memang terjadi. Jam 10 padi wita saya memasuki rumah bapak Bene di Labuan Bajo dan ternyata k’Jhoni bersama Bona, adik persis setelah saya, sudah berada di sana. Mereka semua heran dan sama sekali tidak tahu akan kedatanganku. Sesudah itu, segala hal berjalan normal. Saya dapat bertindak sebagai anak di rumah, melakukan apa yang bisa kulakukan sambil berjalan-jalan di sekitar kota Labuan Bajo. Saya menetap di Labuan Bajo selama 3 malam sesuai permintaan mereka sebelum akhirnya pada hari Rabu, 1 Agustus 2012 saya berangkat ke Ponceng Kalo dengan menggunakan sepeda motor.
Saya membutuhkan waktu 2 jam perjalanan untuk tiba di Tengtoda, tempat kak iparku, bu Yulin dengan Dian, putri pertamanya, menetap sebagai guru SD di SDK Werang. Durasi waktu itu pas untuk saya yang baru mengenal medan seperti itu dan syukurlah semuanya berjalan lancar. Seuasai makan siang di Tengtoda, saya melanjutkan perjalananku ke Ponceng Kalo dan di Taal saya berjumpa dengan ayahku beserta sebagian besar bapak-bapak keluarga besar Batu Mese yang saat itu sedang membuat kemah untuk pernikahan Ifon, salah seorang anggota keluarga kami. Saya berhenti sejenak di situ sambil menerima sapaan mereka semua sebelum akhirnya saya bersama ayahku melanjutkan perjalanan ke Ponceng Kalo, tujuan akhir perjalananku hari itu.
Saya tiba di rumahku di Ponceng Kalo hampir jam 6 sore, saat itu masih dalam suasana redup. Bunyi motorku dianggap sebagai bunyi motor penjual ikan oleh ibuku yang sedang menampi beras saat itu. “Ehhhh..anak gaku. Nggoe nuk gaku rebao ga ata pika nakeng ca mai hiat rebao leso anggan ga…”kata ibuku. Dia mengira penjual ikan, yang siang tadi datang menawarkan jualannya, datang lagi sore itu, maka dia tidak menghiraukannya. Dia kaget bukan kepalang ketika diberitahu oleh ayahku bahwa saya datang berlibur. Pelukan dan ciuman hangat mewarnai perjumpaanku dengan orang yang kucintai sore itu. Tidak lama berselang beberapa tetangga rumah kami datang memberi salam selamat datang kepadaku. Saya sungguh merasa senang, bahagia dan bersyukur karena telah sampai pada tujuan. Orang tuaku tak menyangka saya pulang secepat ini karena yang mereka tahu tahun depan baru giliranku untuk berlibur. Setelah saya menjelaskan apa yang terjadi malam itu akhirnya mereka dapat menerimanya.

Saya tidur cukup nyenyak namun sedikit terganggu pada malam pertamaku di rumah. Pasalnya adalah hawa dingin yang sangat dingin. Selimut yang berlapis-lapis rupanya tidak mampu mengusir hawa dingin itu sehingga saya sadar lebih cepat daripada waktu di komunitas biara. Tapi tak mengapa, karena di situ saya tidak mendengar suara orang berdoa dari mesjid maupun suara bajai yang sangat keras dan mengganggu suasana tidur pada waktu subuh sebagaiamana kualami di Jakarta. Yang kudengar adalah suara koor para jangkrik dan sejenisnya termasuk suara kokokan ayam tanda waktu tertentu bagi orang kampungku. Suara binatang-binatang ini mengingatkanku tentang kampungku bahwa memang demikianlah situasi di kampungku. Tidak banyak perubahan yang kutemui di kampungku kecuali bahwa saya, Pandri, dalam banyak hal, tidak sama dengan yang dulu. “Semoga saja saya dapat menikmati masa-masa indah ini dengan sukacita besar,” ucapku pagi itu seraya membangunkan ayahku yang sedang tidur di sampingku…. bersambung….
Jakarta, 27 Agustus 2012

Senin, 27 Agustus 2012

Saat-saat sebelum hijrah dari CPR-42 ke Viale San Martino, Parma….(1)


Ujian hingga urus Pasport-Visa
Cerita ini berawal dari peristiwa dan situasi di akhir Juni 2012 yang lalu….
Saat itu kegembiraanku mendekati puncaknya yang tinggi mengingat 2 peristiwa besar baru saja kulewati sebagai mahasiswa. Lulus ujian skripsi dan ujian komprehensif (khas STF Driyarkara) merupakan 2 peristiwa penting yang kumaksudkan. Karena, hal-hal itu menandai berakhirnya pergulatanku sebagai mahasiswa di sebuah sekolah tinggi, yang tentunya dari segi pembelajaran, hal itu bukan akhir dari proses belajar. Tapi tidak apalah, untuk saat ini boleh kukatakan sebuah akhir yang memang harus kulewati.
Di sisi lain, kedua hal itu berarti penting karena perjuanganku tidak sia-sia. Kerja keras selama setahun terakhir—menyelesaikan tugas akhir yang sangat berat—ternyata memetik hasil yang menggembirakan bukan hanya untuk diriku melainkan juga konfratersku dan keluargaku. Saya memang tidak ingin membuat mereka bangga tetapi menunjukan hasil dari kerja keras dan ketekunan yang teguh. Pepatah lama ini, “No Pain, No Gain!”, akhirnya terlaksana dan hal itu memang benar.      
Di tengah suasana gembira itu, suatu hal istimewa kembali terdengar. Viale San Martino, Kota Parma, Italia, menjadi tempat tujuanku setelah hijrah dari CPR-42 (Wisma Xaverian, jln. Cempaka Putih Raya, 42 ; Jakarta), tempat tinggalku selama 4 tahun terakhir ini. Kabar ini kudengar langsung dari rektorku P. Matteo Rebecchi, SX, sesaat sebelum turun ke lapangan futsal CPR 42, suatu sore Jumat bulan Juni yang lalu (maaf, aku lupa tanggalnya). Rasa sukacitaku tak mampu kugambarkan dengan kata-kata saat itu bahkan main futsal sore itu terasa lain dari biasanya. Saya begitu bersemangat seakan-akan saya berlari tanpa menyentuh tanah dan mengejar bola seperti memburu emas. Yang jelas sesuatu yang uauuuuuuuuhhhhhhhh…..sedang menghinggapi diriku.

Tapi, hal ini tentunya bukan sebuah kebetulan yang tak pernah dibayangkan. Berita ini sudah bermula pada sebuah proses yang telah terjadi pada pertengahan April 2012 lalu saat saya membuat lamaran untuk pergi ke teologi internasional, bahkan jauh sebelum itu yaitu bulan Juni 2011 yang lalu. Saat itu memang saya tidak tahu tempat yang jelas tetapi saya mempunyai harapan yang besar sebagaimana berita akhir yang kuterima ini.
Berita  terakhir ini memungkinkan saya berangan-angan untuk berlibur ke kampung menjumpai orang tua dan keluargaku. Alasanya sangat jelas bahwa selama menjalani masa formasi dan pendidikan di Parma saya tidak mempunyai kesempatan cuti. Saat cutiku adalah saat sebelum berangkat ke Parma. Kabar inilah yang kemudian kujadikan alasan untuk meminta ijin cuti ke rektor dan syukurlah beliau menyetujuinya. Satu hal yang kupegang teguh adalah rencana liburan ini dan rencana keberangkatanku ke Parma hanya milikku saja. Saya berniat tidak memberitahu siapapun sampai saya sendiri yang menceritakannya ke orang tua dan keluargaku. Dalam beberapa kali kesempatan telepon dengan keluarga saya selalu mengelak ketika ditanya kapan liburan ke kampung dan kapan pergi TOM (tahun orientasi misioner). Saya selalu berusaha mengalihkan pembicaraan ketika mereka menanyakan hal itu.

Sambil menanti waktu cuti dan waktu hijrah tiba saya mengurusi banyak hal. Di antaranya saya mengurus pasport (kartu identitas internasional, kata Br. Kornel, konfraterku) sebagai syarat penting untuk mendapatkan visa (surat ijin tinggal di suatu negara selain negara asal). Praktisnya kedua hal ini yang penting untuk menentukan kepastian keberangkatanku. Seingatku Fr. Gordi, SX (menjalani masa tahun orientasi misioner di Yogyakarta, yang mendampingi calon-calon Rajawali misioner kami) menemani saya dan fr. Peter, SX (yang mau berangkat ke Kamerun via Italia) selama proses pengurusan pasport. Berkat dia banyak informasi dan lainnya berkaitan dengan urusan ini dapat berjalan lancar. 

Adapun syarat yang dibutuhkan untuk memperoleh pasport adalah KTP, KK, Akte Kelahiran, Ijasah, membutuhkan waktu 10 hari sejak memasukan berkas kewargaanku ke kantor imigrasi setempat. Setelah mendapat pasport saya melengkapi berkas untuk mengurus visa di antaranya surat rekomendasi dari Roma, dari Padang, tiket, foto ukuran 3x4, mengisi formulir yang disediakan kedutaan bersangkutan, dan akhirnya memenuhi panggilan wawancara.

Sayangnya, dalam perjalanan waktu masih ada kekurangann sana sini, informasi yang belum jelas maka proses pengurusan visa tidak bisa diselesaikan sebelum saya pulang kampung alias berlibur. Saya harus melanjutkan proses itu setelah selesai masa liburan bahkan waktu liburanku harus disesuaikan dengan appoitment yang sudah ditetapkan pihak kedutaan. Tentu rasa penasaran, ingin cepat selesai termasuk rasa tidak puas menghiasi diriku selama proses ini namun saya tetap optimis bahwa semuanya akan berjalan lancar…
 Saya tentu bersyukur atas kerjasama dan bantuan fr Harno, P. Matteo dan konfraters lainnya yang setia membantu saya dan fr Peter dalam mengurusi semuanya ini demi sebuah cita-cita ini: menjadikan dunia satu keluarga…..……bersambung…..     
Jakarta, 26 Agustus 2012